Il cambiamento climatico e la salute dei bambini: ecco che cosa possono fare i pediatri

«Incorporando il cambiamento climatico nel flusso delle visite, i pediatri di assistenza primaria possono identificare i bambini a rischio di esposizioni pericolose, valorizzare la promozione del benessere e preparare i bambini e le loro famiglie a proteggere la propria salute nella crisi climatica»

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L’assistenza pediatrica potrebbe migliorare se le visite sullo stato di salute dei bambini fossero impostate in modo da tener conto del cambiamento climatico.

È questo, in sintesi, l’argomento discusso da Aaron Bernstein, dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, in occasione del meeting annuale delle Pediatric Academic Societies, il quale insieme a un gruppo di autori aveva già affrontato tale problematica in un articolo apparso lo scorso anno su Current Problems in Pediatric and Adolescent Health Care. Oggi i pediatri non si occupano abitualmente del cambiamento climatico, nonostante la crisi climatica e le prove che lo collegano ai danni alla salute dei bambini. Nell’articolo, gli autori volevano fornire ai pediatri un approccio che permetta, nell’ambito delle cure primarie, di connettere il cambiamento climatico alla salute dei pazienti. «Incorporando il cambiamento climatico nel flusso delle visite, i pediatri di assistenza primaria possono identificare i bambini a rischio di esposizioni pericolose, valorizzare la promozione del benessere e preparare i bambini e le loro famiglie a proteggere la propria salute nella crisi climatica» spiegano. I medici dovrebbero tener conto di diverse componenti. In primo luogo bisogna effettuare uno screening del rischio climatico, nel quale si devono considerare i determinanti di salute, come le fonti di acqua o la sicurezza in casa.

Secondo Bernstein, i pediatri potrebbero, per esempio, chiedere informazioni ai pazienti sul proprio ambiente domestico o se in casa ci sono condizionatori. Il secondo elemento riguarda una promozione della salute che includa vantaggi sia per la salute che per il pianeta. Per esempio si potrebbe incentivare i bambini a mangiare più frutta e verdura non solo perché fa bene alla salute ma anche perché fa bene al pianeta. Vi è poi il parametro relativo a possibili strategie di gestione che riescano ad anticipare i rischi climatici per i bambini a rischio, come quelli affetti da condizione mediche complesse e croniche, quelli che presentano asma o allergie o quelli che fanno sport all’aperto per i quali potrebbe essere importante la qualità dell’aria.

Si parla poi di una guida preventiva che tenga conto del cambiamento climatico, che includa per esempio raccomandazioni su come proteggersi dal caldo, ricordando ai genitori di non lasciare i bambini in auto senza sorveglianza. Infine, si sottolinea la possibilità di chiedere ai pazienti del loro impegno civico e al contempo offrire risorse e supporti a quelli che vogliono saperne di più sul cambiamento climático.

Curr Probl Pediatr Adolesc Health Care 2022. Doi: 10.1016/j.cppeds.2021.101027
https://doi.org/10.1016/j.cppeds.2021.101027

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