MALATTIE RARE: AFASIA (la malattia che ha colpito l’attore Bruce Willis)

L’afasia compromette un ambito fondamentale della vita delle persone: la socialità

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L’afasia è un disturbo del linguaggio causato da una lesione cerebrale a carico delle cosiddette aree del linguaggio localizzate nell’emisfero sinistro di ogni individuo. Queste aree cerebrali permettono alle persone di parlare e di comprendere il linguaggio.

L’afasia, dunque, rende la persona incapace di esprimersi normalmente nelle attività comunicative quotidiane. Questa condizione rende le persone afasiche incapaci di compiere attività che sembrano scontate e acquisite una volta per tutte, come ad esempio fare una chiacchierata con un amico, leggere un libro, scrivere i propri pensieri.

L’afasia compromette un ambito fondamentale della vita delle persone: la socialità. Tuttavia, questo disturbo del linguaggio non altera in alcun modo l’intelligenza delle persone né la loro capacità di provare sentimenti ed emozioni.

Nonostante l’afasia sia una condizione che rimane ai più sconosciuta, le statistiche annuali riportano numeri in aumento per quanto riguarda questo disturbo del linguaggio.

SINTOMATOLOGIA

I disturbi afasici possono assumere forme molto diverse. Il paziente afasico può non essere più in grado di parlare, oppure di comprendere, o ancora di scrivere o di leggere.

La sensazione riportata maggiormente dai pazienti che soffrono di questo disturbo del linguaggio è quella di non riuscire a trovare la parola giusta. In altri casi le parole vengono trovate facilmente ma il paziente non è in grado di combinarle in frasi corrette dal punto di vista grammaticale. Spesso invece, le parole vengono articolate in modo non corretto, magari solo avvicinandosi al suono alla parola che si voleva esprimere. Questo accade perché disturbi motori possono accompagnare la condizione di afasia, e ciò si ripercuote anche nell’articolazione della parola.

L’afasia si manifesta nella maggior parte dei casi a seguito di lesioni cerebrali a carico delle aree del linguaggio localizzate nell’emisfero sinistro, ma può verificarsi anche in concomitanza di tumori e malattie neurodegenerative o in seguito a traumi cranici, encefaliti, e in casi di epilessia.
Le diverse cause del danno cerebrale implicano differenti quadri prognostici, ciascuno dei quali sarà inoltre specifico per il singolo paziente. Da qui l’importanza di terapie riabilitative mirate e sempre più specifiche a livello individuale.

TRATTAMENTO

Il recupero nell’ambito dell’afasia è un processo che si sviluppa nel corso del tempo. Convenzionalmente, si ritiene segua tre fasi distinte: la fase acuta, che comprende i primi 7/8 giorni seguenti l’evento morboso acuto (e.g. ictus); la fase sub-acuta, che va dalla fase acuta fino a due mesi dopo l’evento; la fase cronica, che va dai due mesi dopo l’evento acuto in poi. Benché durante i primi mesi che seguono l’evento acuto il disturbo tenda a migliorare nella maggior parte dei pazienti afasici, la riabilitazione e il conseguente recupero si caratterizza come un processo lento e graduale.

I fattori che influenzano il recupero sono diversi. Tra questi troviamo l’età, la scolarizzazione, ma soprattutto l’estensione e la gravità della lesione caratteristica di ogni paziente.

Nei giorni seguenti l’evento acuto il cervello attraversa un periodo di “assestamento” grazie ad una proprietà fondamentale: la plasticità cerebrale, cioè la capacità di rimodellare la connettività tra neuroni, con conseguente riattivazione e riorganizzazione funzionale. Proprio questa proprietà permette il recupero funzionale che caratterizza i primi momenti seguenti la lesione. Questo processo talvolta può essere molto favorevole e portare ad una regressione completa o parzialmente completa della lesione, come avviene nella maggior parte dei pazienti.

(fonte vivavoceinstitute.it)

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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