Prolattina alta. E se fosse invece la Macroprolattina ?

Un'interpretazione inadeguata dei livelli di prolattina senza contestualizzare i risultati di laboratorio con l'anamnesi clinica, farmacologica e ginecologica/urologica dei pazienti porta a diagnosi errate e, quindi, a studi e trattamenti scarsamente basati sull’evidenza.

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La misurazione della prolattina è molto comune nella pratica clinica standard. È indicato non solo nello studio degli adenomi ipofisari, ma anche quando ci sono problemi di fertilità, diminuzione della libido o disturbi mestruali, tra gli altri problemi.

Un’interpretazione inadeguata dei livelli di prolattina senza contestualizzare i risultati di laboratorio con l’anamnesi clinica, farmacologica e ginecologica/urologica dei pazienti porta a diagnosi errate e, quindi, a studi e trattamenti scarsamente basati sull’evidenza.

La macroprolattinemia, definita come iperprolattinemia dovuta all’eccesso di macroprolattina (isoforma di peso molecolare maggiore della prolattina ma con minore attività biologica), è una delle principali cause di tali diagnosi errate, con conseguente scarsa gestione del paziente quando non riconosciuta.

Non c’è accordo unanime su quando sia necessario lo screening della macroprolattina nei pazienti con iperprolattinemia.

In alcuni istituti, il test della macroprolattina mediante precipitazione del polietilenglicole (PEG) viene eseguito di routine in tutti i pazienti con iperprolattinemia, mentre altri utilizzano un approccio basato sulla clinica.

Inoltre, non c’è consenso su come esprimere i risultati dei livelli di prolattina/macroprolattina dopo PEG, il che in alcuni casi può portare a un’interpretazione errata dei risultati.

Gli obiettivi di un recente studio erano :

1. Stabilire la strategia per lo screening della macroprolattina mediante precipitazione sierica con PEG in pazienti con iperprolattinemia: screening universale contro una strategia guidata dall’allarme generato dal medico in base all’assenza o alla presenza di sintomi clinici o il laboratorio quando viene rilevata l’iperprolattinemia.

2. Creare un documento di consenso che standardizzi la segnalazione dei risultati della prolattina dopo la precipitazione con PEG per ridurre al minimo gli errori nell’interpretazione dei risultati, in linea con gli standard internazionali.

Premiato quale miglior andrologo d'Italia ai Top doctors Award 2022. Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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