Cambiare in modo salutare le abitudini di vita giova alle persone con prediabete ad alto rischio

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Da uno studio multicentrico coordinato dal Centro tedesco per la ricerca sul diabete (DZD) di Neuherberg in Germania e pubblicato sulla rivista Diabetes, emerge che un intervento intensivo sullo stile di vita aiuta gli individui con prediabete a ritardare o addirittura prevenire il diabete di tipo 2.

«L’intervento sullo stile di vita può prevenire il diabete di tipo 2, con una risposta che varia a seconda dei fenotipi di rischio. In altri termini, più esercizio fisico e un comportamento alimentare sano aiutano molte persone con prediabete a normalizzare i livelli di glucosio nel sangue ed evitare di sviluppare il diabete di tipo 2. Tuttavia, recenti mostrano che nel prediabete esistono diversi sottotipi con diversi profili di rischio, e non tutti beneficiano di un intervento convenzionale sullo stile di vita» esordisce il primo autore dell’articolo Andreas Fritsche dell’Istituto di ricerca sul diabete e malattie metaboliche di Helmholtz Monaco di Baviera presso l’Università di Tubinga (IDM), che assieme ai colleghi ha verificato i tipi di risposta degli individui con prediabete a basso rischio (LR) e ad alto rischio (HR) rispettivamente all’intervento sullo stile di vita convenzionale o intensiva in un intervento randomizzato controllato nell’arco di 12 mesi con 2 anni di follow-up che ha coinvolto 8 centri sul territorio tedesco. In totale, 1.105 individui con prediabete diagnosticato secondo i criteri dell’American Diabetes Association sono stati stratificati in base al fenotipo LR o HR basato sulle soglie di secrezione insulinica, sulla sensibilità all’insulina e sul contenuto adiposo del fegato. Gli individui LR sono stati assegnati in modo casuale a un intervento sullo stile di vita convenzionale secondo il protocollo del Diabetes Prevention Program (DPP) oppure a un gruppo di controllo che ha ricevuto solo consigli generici, mentre le persone HR a sono state assegnate a un intervento sullo stile di vita convenzionale o intensivo con il raddoppio dell’esercizio richiesto dal DPP. «L’82% dei partecipanti ha completato lo studio, e i risultati dimostrano che un intervento sullo stile di vita intensivo aiuta le persone ad alto rischio a migliorare da un lato i livelli glicemici e cardiometabolici e dall’altro a ridurre il contenuto adiposo epatico fegato entro limiti normali. Viceversa, un intervento sullo stile di vita convenzionale è meno efficace» conclude Fritsche.

Diabetes 2021. Doi: 10.2337/db21-0526
https://doi.org/10.2337/db21-0526

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