Riuscirò a farti sorridere di nuovo

La tecnica TZMI del Dottor Andrea Tedesco La Tecnica Zigomatica Minimamente Invasiva

TAG Medicina incontra il Dr. Andrea Tedesco, sorriso e simpatia fiorentino/napoletana, medico dentista Specialista in Chirurgia Odontostomatologica.

Il Dottor Andrea Tedesco è l’autore di una tecnica innovativa, la tecnica TZMI, Tecnica Zigomatica Minimamente Invasiva, una felice intuizione per risolvere quelle problematiche tali dove la chirurgia tradizionale risulta ancora difficile e con post-operatori disagiosi per il paziente. Casi senza speranza, causati da gravi atrofie mascellari, come da traumi, tumori, ma anche soprattutto da pregressi interventi non andati a buon fine, possono essere risolti con questa tecnica innovativa.

Dottore che effetto le fa da Dentista a premio Oscar dei Dentisti, l’International Award of Excellence, Best Dentist Award – Zigomatic Implantologist, il riconoscimento più ambito nel suo campo?

Nel 2016, dopo anni di sacrifici e molteplici interventi eseguiti, ricevo il mio primo premio quale vero riconoscimento della mia tecnica: alla Royal Society of Medicine in Wimpole Street a Londra presento la mia tecnica e vinco un premio molto ambito, soprattutto per il luogo.

Successivamente, nel Luglio 2018, mi è stato conferito l’Award Innovation in Dentistry, e un anno dopo, intimidito dall’ austera cornice dell’ House of Common, a Westmister, sono stato insignito dell’ International Award Excellence 2019 quale Best Dentist Award – Zigomatic Implantologist, un riconoscimento che conferisce a chi lo riceve un’ aura di prestigio e grande popolarità internazionale in ambito scientifico.

Ne sono orgoglioso e logicamente felice, ma sono consapevole delle tante difficoltà che ho incontrato quando ho avuto l’intuizione che mi stavo trovando davanti ad una nuova tecnica, difficile, delicata, e totalmente nuova.

Ci racconti la storia

Non sono un designer ma un semplice “artigiano” perché ho cercato di realizzare quello che avevo in mente, cioè una tecnica che potesse avvalersi di uno strumento, un semplice inserto per disegnare sull’osso mascellare un letto implantare come una matita sul foglio, quindi un nuovo approccio, e questo è stato possibile quando finalmente ho trovato un’azienda peraltro italiana che, seguendo le mie indicazioni, lo ha messo in produzione.

Da cosa nasce questa esigenza che l’ha portata alla sua intuizione?

Negli ultimi decenni le tecniche di chirurgia orale si sono rapidamente sviluppate soprattutto per fare fronte alla necessità di rendere l’intervento meno invasivo e quindi più predicibile. In questo contesto soprattutto l’implantologia dentale si è notevolmente aggiornata per far fronte sempre più a quei casi complessi di mancanza di osso. Infatti gli impianti dentali vengono posizionati all’interno delle ossa mascellari di pazienti parzialmente o totalmente edentuli per poi realizzare delle protesi fisse o removibili. Se il volume osseo lo consente tutto questo è facile ma il problema si pone quando la scarsa presenza di osso è tale da non poter inserire impianti. Il problema di questi pazienti disagiati quindi non è soltanto quello di non poter masticare ma anche una condizione sociale che affligge quotidianamente colui che non è più in grado di sorridere, di avere una normale vita sociale, quindi un enorme problema psicologico.

Nasce la sua intuizione

A questo punto la strada poteva essere quella della chirurgia rigenerativa, non sempre attuabile e comunque difficile e poco predicibile, e di questo la letteratura è testimonianza di numerosi insuccessi, oppure cercare di inserire gli impianti dove l’osso è presente, e in questo caso ecco che l’osso zigomatico diventa un ottimo punto da sfruttare.

Ed è così che il suo progetto prende forma

Modificando i classici protocolli di una chirurgia zigomatica invasiva, pericolosa, destruente, che prevede l’utilizzo di lunghe frese taglienti, pericolose, spesso di difficile gestione, è possibile utilizzare un apparecchio piezoelettrico a ultrasuoni (una tecnologia all’avanguardia già applicabile in diverse aree di intervento tra cui oltre all’implantologia, anche alla parodontologia, alla chirurgia maxillo-facciale e molte altre): praticamente lo strumento taglia con estrema precisione i tessuti duri, quindi l’osso, rispettando i tessuti molli adiacenti spesso zone nobili come vasi, nervi etc. Ci sono molti apparecchi piezoelettrici al mondo ma ad oggi soltanto uno prevede una serie di inserti dedicati per la chirurgia implantare zigomatica: in collaborazione con l’azienda che lo produce ho ideato un particolare protocollo chirurgico fatto di nuovi inserti dedicati per la chirurgia zigomatica, ideando un approccio tale da rendere gli step estremamente controllati e di facile gestione.

Ma ci vorranno anche dei corsi di formazione per questa difficile procedura?

Chiaramente la chirurgia zigomatica rimane un atto estremamente complesso rivolto a chirurghi esperti ma, con una corretta indicazione ed un valido training da parte dell’operatore si possono ottenere risultati importanti e predicibili; una soluzione sviluppata con l’esperienza e la fiducia per perseguire obiettivi sfidanti, artigianalità e passione per la ricerca di soluzioni tecnologiche determinanti per il successo del progetto, in sintesi una tecnica mininvasiva nelle atrofie del mascellare con l’impiego di impianti zigomatici e strumentazione piezoelettrica. La passione per questa chirurgia mi ha portato ad elaborare ulteriormente, infatti ho disegnato anche degli strumenti chirurgici dedicati in collaborazione con un’altra azienda italiana, Bontempi, che da anni lavora in questo settore in campo internazionale producendo strumenti di altissimo livello. Infine è da poco in produzione un nuovo impianto zigomatico da me disegnato che racchiude tutti i concetti di minima invasività citati. Questo nuovo impianto, prodotto dall’azienda italiana AoN, è la soluzione ideale per i trattamenti di queste gravi atrofie.

In Italia dove ha eseguito interventi di questo tipo?

Ovunque, in Italia e all’estero, ma soprattutto all’Università di Pisa, in particolare, dove attualmente ho un contratto universitario, e dove cominciò la ricerca per affinare la tecnica. Grazie al Prof. Mario Gabriele, ex Direttore dell’Unità Operativa di Odontostomatologia e Chirurgia del cavo orale, perfezionai la tecnica eseguendo interventi sempre più complessi ottenendo ottimi risultati. In questo importante fu anche l’aiuto dell’azienda che produce questi strumenti, la ESACROM ELECTRONICS AND MEDICAL TECHNOLOGY che ci mise a disposizione la strumentazione per la ricerca facendo si che gli interventi potessero essere gratuiti. Anche a Napoli un grande risultato in quanto fu per me un’enorme soddisfazione essere chiamato nella mia città dal Professor Salvatore Parascandolo, Direttore del Reparto di Maxillo-facciale dell’Ospedale Cardarelli, per eseguire un delicato intervento su un paziente coinvolto in un grave incidente.

Questi risultati mi portarono all’idea di creare anche un Master Internazionale di II livello in “ Implantologia Zigomatica “ per divulgare al meglio la tecnica, affinchè altri chirurghi potessero specializzarsi in questo e portare benefici ai propri pazienti, scuola che tutt’ora è di grande interesse internazionale.

Dottor Tedesco il suo “Sogno nel cassetto”

Il mio desiderio è quello di istituire a Firenze, e successivamente in altre città, il primo centro di utilità sociale per pazienti disagiati, casi senza speranza causati da traumi da incidenti e malattie oncologiche.

NOTA: Da alcuni anni Il Dottor Tedesco è invitato a tenere conferenze nei luoghi più disparati: dagli USA all’ India, dove gli sono stati conferiti prestigiosi riconoscimenti tra cui Professore ad honorem all’Università di Dehli e Presidente Scientifico al World Dental and Oral Health Council.

Dopo anni di lavoro il Dr. Tedesco ha scritto un libro che racchiude i concetti importanti di questa tecnica, “ Gli impianti zigomatici. Attualità nelle riabilitazioni implanto-protesiche dei mascellari atrofici “ Ed. quintessenza

Oggi esiste un protocollo di ricerca presso l’Unità Operativa di Odontostomatologia e Chirurgia del cavo orale dell’Università di Pisa dove Tedesco ha l’opportunità di perseguire questa tecnica su pazienti difficili.

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