Le donne con disabilità hanno un maggior rischio di problemi in gravidanza

Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere le ragioni di questo aumento del rischio e per sviluppare gli interventi necessari per ridurlo

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Le donne incinte con disabilità hanno un rischio molto più elevato di gravi complicazioni e morte legate alla gravidanza e al parto rispetto alle donne senza disabilità in gravidanza, secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open. «Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere le ragioni di questo aumento del rischio e per sviluppare gli interventi necessari per ridurlo» spiega Jessica Gleason, dei National Institutes of Health, prima autrice dello studio.

Le donne con disabilità hanno un tasso di gravidanza simile a quello delle donne senza disabilità, ma hanno una percentuale maggiore di fattori di rischio per la salute. Precedenti studi hanno scoperto che le donne con disabilità hanno un rischio maggiore di complicanze della gravidanza come parto pretermine, disturbi ipertensivi della gravidanza, diabete gestazionale e parto cesareo, ma si sono soffermati poco sulla quantificazione del rischio di questi problemi. Per colmare tale lacuna, i ricercatori hanno studiato i dati di oltre 223.000 parti in 19 ospedali statunitensi, e hanno osservato che circa 2.199 donne avevano una disabilità, di tipo fisico (mobilità, capacità fisica o destrezza), sensoriale (vista, udito, gusto, tatto e olfatto) o intellettivo. Rispetto alle donne senza disabilità, le donne con disabilità hanno mostrato più del doppio del rischio di preeclampsia grave, un aumento del rischio del 48% di preeclampsia lieve, un rischio più alto del 25% di diabete gestazionale, del 52% di placenta previa, del 16% di rottura prematura delle membrane, e del 27% di emorragia. Inoltre, gli esperti hanno notato che in queste donne il rischio di decesso materno era aumentato di 11 volte, quello di tromboembolia di sei volte, quello di eventi cardiovascolari di quattro volte, quello di infezione di quasi tre volte. In tale gruppo, vi era anche il 33% di probabilità in più di ricevere ossitocina per stimolare il travaglio, e che il parto fosse effettuato con il forcipe o altri dispositivi per estrarre il feto, o che servisse un parto cesareo.
Gli autori sottolineano che questa differenza potrebbe essere dovuta a una maggiore probabilità delle donne disabili di vivere in povertà, con difficile accesso all’assistenza sanitaria. Altri fattori che potrebbero aumentare i rischi per la salute in questa popolazione sono tassi più elevati di fumo, uso di droghe e depressione.

JAMA Network Open 2021. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2021.38414
http://doi.org/10.1001/jamanetworkopen.2021.38414

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