Le tre forme di invecchiamento della pelle

Gli effetti più evidenti sono una pelle più secca, sottile e fragile, la perdita di tono e densità, la comparsa delle rughe e una variazione della pigmentazione della melanina.

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Il passare del tempo modifica l’organismo con effetti molto evidenti sulla pelle. L’invecchiamento cutaneo, infatti, è un fenomeno fisiologico e geneticamente pianificato che rallenta il rinnovamento cellulare, degrada le strutture della pelle e diminuisce la produzione delle sostanze che la sostengono.

Gli effetti più evidenti sono una pelle più secca, sottile e fragile, la perdita di tono e densità, la comparsa delle rughe e una variazione della pigmentazione della melanina. Tuttavia questi fenomeni appaiono in momenti diversi per ciascun individuo e si evolvono in base a moltissimi fattori; conoscerli potrebbe ritardare le alterazioni della pelle.

La causa principale dell’invecchiamento cutaneo è dovuta a un’eccessiva produzione di radicali liberi che non riesce più ad essere contrastata dai naturali sistemi antiossidanti, a un irrigidimento delle proteine del derma (in particolare delle fibre di collagene, un fenomeno chiamato glicazione) e una degradazione del materiale dermico a causa di fattori enzimatici.

Questo fenomeno del tutto naturale può essere più intenso e più veloce se influenzato da altri fattori come le radiazioni solari, l’inquinamento, gli stili di vita scorretti, l’alimentazione ma anche da particolari patologie (diabete, insufficienza renale), dalla mimica facciale o dalle alterazioni ormonali pre e post menopausa.

Per questo si parla di tre tipi di invecchiamento cutaneo: cronologico, foto indotto e ormonale.

Invecchiamento cronologico

L’invecchiamento cronologico è causato dal passare degli anni che accentua i solchi che costituiscono la trama dell’epidermide andando a formare le rughe, la pelle perde la sua tonicità e si rilassa perché si riduce la produzione di collagene ed elastina (le sostanze che sostengono e rendono elastica la cute) – specie nel viso e all’interno di braccia e gambe – le cellule morte si accumulano nello strato corneo alterando l’effetto barriera dell’epidermide, il sebo scarseggia e la melanina si stratifica per cui la pelle, invecchiando, diventa disidratata, rugosa e piena di macchie brune. Col tempo, inoltre, rallenta l’attività circolatoria facendo così diminuire l’apporto di nutrimento alle cellule dermiche, provocando anche un ristagno dei radicali liberi e anche l’epidermide si assottiglia riducendo le sue capacità di barriera contro l’infiltrazione di microrganismi. Non solo, la diminuzione di rinnovo cellulare ha anche come conseguenza un maggior tempo di rimarginazione delle ferite, una diminuzione della capacità di eliminare le sostanze chimiche dal derma, una minore attività vascolare che influisce sulle capacità termoregolatrici del corpo, oltre a una ridotta produzione di sebo e della capacità di sintesi della vitamina D, con conseguente aumento del rischio di osteoporosi.

L’invecchiamento foto indotto

L’invecchiamento foto indotto colpisce in prevalenza le aree della pelle più esposte ai raggi ultravioletti come viso, dorso delle mani, decollété e, d’estate, anche braccia e gambe. Si differenzia dall’invecchiamento cronologico poiché in queste aree del corpo la pelle appare più ruvida, pigmentata irregolarmente, secca e devitalizzata, con rughe profonde e capillari evidenti. La cute, inoltre, appare in preda a ‘infiammazione’, con le fibre elastiche che sembrano più spesse ma subiscono una degradazione e il collagene che pare ‘raggomitolarsi’ in modo irregolare nel derma profondo. Queste zone della pelle più esposte ai raggi del sole presentano, sovente, macchie brune tondeggianti – chiamate anche ‘macchie senili’ – a causa di un accumulo della melanina negli strati basali dell’epidermide.

L’invecchiamento ormonale

L’invecchiamento della pelle è anche fortemente influenzato dalle variazioni ormonali come quelle che avvengono nell’organismo della donna nel periodo di pre-menopausa e menopausa poiché i segni di invecchiamento si intensificano a causa della carenza di progesterone ed estrogeni. Proprio questi ultimi, infatti, possiedono recettori specifici che condizionano la salute della cute poiché stimolano il rinnovamento epidermico e l’attività di sintesi dei fibroblasti (collagene, elastina e proteoglicani). Per questo influenzano idratazione, tonicità e spessore della pelle. La carenza di estrogeni, quindi, avvia i fenomeni di invecchiamento ormonale che si traduce in una perdita di elasticità della pelle a causa della frammentazione e dell’alterazione delle fibre elastiche; in un’aumentata disidratazione dovuta alla rarefazione dei proteoglicani e delle glicoproteine di struttura, con aumentati disordini pigmentari della melanina e un appiattimento della giunzione dermo-epidermica, con conseguente rilassamento cutaneo. Infine, diventano più profondi i solchi del viso e le linee cutanee di espressione dando luogo alle inestetiche rughe.

Fonte Dica 33

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