La grelina a digiuno migliora la salute del cuore

La dieta dimagrante induce un aumento dei livelli a digiuno di grelina, l'ormone della fame

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Secondo quanto conclude uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, la dieta dimagrante induce un aumento dei livelli a digiuno di grelina, l’ormone della fame, cosa che risulta strettamente correlata alla perdita di grasso addominale viscerale e al miglioramento della sensibilità all’insulina. Ciò suggerisce che le persone con livelli più elevati di grelina a digiuno dopo un calo ponderale hanno un rischio ridotto di sviluppare il diabete o altre malattie metaboliche.

«I livelli di grelina, un ormone prodotto a livello gastrico che stimola l’appetito, aumentano durante il digiuno notturno e calano dopo che un individuo ha consumato un pasto» spiega la coordinatrice dello studio Iris Shai della Ben-Gurion University of the Negev a Beer-Sheva (Israele), e della Harvard TH Chan, scuola di sanità pubblica a Boston, che assieme ai colleghi ha esaminato per 18 mesi i livelli di grelina a digiuno in 294 soggetti con obesità addominale o dislipidemia, randomizzati a una di tre diete: alimentazione sana secondo le attuali linee guida, dieta mediterranea o dieta a base di proteine vegetali, tè verde e ortaggi a foglia verde chiamati Mankai e priva di carne rossa.

Tutti i partecipanti sono stati istruiti a fare esercizio in palestra. «A conti fatti abbiamo scoperto che gli individui assegnati alla dieta che prevedeva il consumo di Mankai avevano livelli di grelina a digiuno doppi di quelli che seguivano la dieta mediterranea tradizionale, nonostante avessero una restrizione calorica e una perdita di peso sovrapponibili» scrivono gli autori. E Shai conclude: «I risultati dello studio suggeriscono che la grelina dosata a digiuno è un indicatore ormonale essenziale nel recupero, associato alla dieta, della sensibilità all’insulina e nella regressione dell’adiposità viscerale. La risposta in termini di aumento della grelina a digiuno, specifica per il tipo di dieta, potrebbe suggerire un meccanismo in cui regimi dietetici distinti, come l’alimentazione a base di proteine vegetali, riducono il rischio cardiometabolico».

Riferimenti bibliografici:

      • JCEM

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