Integratori alimentari: tra benefici e rischi

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Anche per l’anno 2021 l’ISTAT ha analizzato le abitudini di spesa degli italiani appurando che gli integratori alimentari sono tra i nuovi prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di acquisto delle famiglie.
Nello specifico gli integratori alimentari sono definiti, dal Ministero della Salute, come “prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta, che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti in forme predosate”. La loro commercializzazione generalmente avviene in formulazioni quali: capsule, bustine, compresse, flaconcini e simili.

TIPOLOGIE
È possibile suddividere questi prodotti in relazione al loro contenuto in:
• Probiotici: ovvero quei batteri che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguata quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo.
• Prebiotici: si intendono sostanze non digeribili (fibre) di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.
• Vitamine e minerali: occorre porre molta attenzione al dosaggio assunto perché un loro apporto eccessivo può̀ provocare effetti indesiderati.
• Sostanze e preparati vegetali: nello specifico piante, alghe, funghi e licheni. Le Autorità competenti di Belgio, Francia e Italia nell’ambito del “Progetto BELFRIT” hanno definito, sulla base di una revisione delle liste nazionali secondo le attuali evidenze scientifiche, una lista comune di sostanze e preparati vegetali impiegabili negli integratori alimentari. Questa lista aggiornata è stata ufficializzata dal Ministero della Salute.
• Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico secondo il Ministero della Salute. Tra le sostanze più note appartenenti a questa lista si ricordano: gli aminoacidi, il chitosano, il coenzima Q10, la colina, la carnosina, i flavonoidi, i fitosteroli, la taurina, ecc.


IMPEGHI E AVVERTENZE
Questi prodotti sono essenziali nella gestione di possibili carenze nutrizionali anche se è bene chiarire che non hanno proprietà̀ curative. Essendo che gli integratori alimentari sono sostanze nutritive concentrate è opportuno che vengano assunti sempre entro i limiti di sicurezza che sono normalmente riportati sulle confezioni. Ciò tutela da possibili reazioni avverse o di tossicità che possono verificarsi se consumati oltre il “livello massimo tollerabile di assunzione”. Tale livello è difficilmente raggiungibile e superabile con i comuni alimenti, mentre il rischio è concreto per quanto riguarda gli integratori alimentari in cui si assume in un piccolissimo volume un’elevata quantità̀ di principio attivo.

INTEGRATORI ALIMENTARI NEL CALO DI PESO
Spesso in ambito pubblicitario gli integratori alimentari vengono proposti come facilitatori nella perdita di peso, diventando così uno strumento semplice e immediato per il raggiungimento del peso forma. In realtà̀ per tutelare la propria salute è importante perseguire un calo ponderale corretto e fisiologico con tempi e modalità adeguati.
Inoltre, in questa categoria di integratori vanno menzionati i prodotti dietetici destinati a rimpiazzare completamente i pasti con un apporto energetico compreso tra 800 e 1200kcal.

Purtroppo, questi non favoriscono cambiamenti del comportamento alimentare e dello stile di vita e quindi spesso dopo un breve periodo di utilizzo portano la persona a ritornare alle precedenti abitudini alimentari. In tal senso a tutela del consumatore, il Ministero della Salute impone un’avvertenza in etichetta sull’importanza di consultare il proprio medico e di non superare un tempo di trattamento di tre settimane.

Fonti: https://www.istat.it
Linee guida per una sana alimentazione, CREA – revisione 2018

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Dott.ssa Silvia Lazzaris
Dietista presso Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, laureata in Dietista presso l’Università degli studi di Padova e nella stessa università ha conseguito la laurea magistrale in management sanitario. Nel 2014 ha conseguito un master in Nutrizione e Dietetica in Nefrologia presso l’Università di Pisa e a seguire un master in coordinamento e management delle professioni sanitarie.

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