Storia di un perineo

Con il termine Perineo si indica invece la parte più superficiale del pavimento pelvico

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Ci sono parti del nostro corpo che conosciamo benissimo perché le vediamo o le tocchiamo tutti i giorni: il viso, le mani, le braccia, le gambe… E poi ci sono parti che non conosciamo bene perché sono nascoste alla vista e neanche tanto facili da toccare, come per esempio la schiena e il pavimento pelvico. Queste zone del nostro corpo le diamo per scontate, sappiamo che ci sono e ci aspettiamo solo che facciano il loro dovere… e così, spesso le trascuriamo!

Con il termine Pavimento Pelvico si indica un insieme di strutture (muscoli, legamenti, fasce) che chiude la parte inferiore del bacino e che proprio come un pavimento si trova quindi alla base del nostro corpo e ne sostiene i visceri (scopriremo che non fa solo questo!). Con il termine Perineo si indica invece la parte più superficiale del pavimento pelvico, ma per comodità in questo articolo useremo i due termini come sinonimi.

Ripercorriamo la vita di un perineo…

Un primo momento importante per il pavimento pelvico, il suo “debutto” nella società, si verifica nel momento dello “spannolinamento”. Quella delicatissima e complicatissima fase in cui un bambino deve imparare a riconoscere uno stimolo e a trattenerlo fino al “momento giusto”. Questo momento è tanto più complicato quanto più si voglia cercare di farlo bene. Il bambino deve imparare a trattenere, ma non troppo (deve saper interrompere il gioco per poter svuotare la vescica per esempio) e deve imparare a lasciare andare senza spingere.

Passa quindi un periodo relativamente tranquillo, fino a quando il perineo non inizia a trasformarsi, a riempirsi di peli e a mandare messaggi “ormonali” che prima venivano del tutto ignorati. In questo momento è difficile trovare qualcuno che ci spieghi in modo chiaro e semplice cosa stia succedendo… i ragazzi si vergognano di parlarne, di chiedere (forse perché sentono che i propri genitori si vergognano di affrontare certi discorsi con loro) e questo porta a reperire informazioni dove possibile (amici, amici più grandi, internet…). Queste informazioni poco chiare o poco complete, o ancora arricchite dalla fantasia di coetanei smaliziati, possono portare a idee sbagliate riguardo la propria sessualità e il sesso in generale. Possono aprire la porta a paure o vere e proprie fobie che, in un momento già particolare come quello dell’adolescenza, possono crescere velocemente insieme ai ragazzi e alle loro prime esperienze. Il sesso perde allora la sua connotazione piacevole per diventare qualcosa di spaventoso, doloroso, obbligatorio.

Durante l’età adulta ricominciamo a comportarci come i bambini che non vogliono interrompere il gioco per andare in bagno. Tratteniamo quindi i nostri “prodotti di scarto” perché stiamo lavorando, perché stiamo finendo di fare qualcosa, perché siamo fuori casa e non ci piace il bagno che troviamo… mettendo a dura prova anche la vescica e l’intestino. Al contrario alcune persone vanno in bagno preventivamente per evitare di cercare in giro un bagno pulito e confortevole, forzando il pavimento pelvico a compiere un’azione anche quando non è il momento corretto per compierla.

Il momento in cui abbiamo modo di conoscere meglio il nostro pavimento pelvico è la gravidanza. In questo periodo particolare della vita di una donna entra in scena il pavimento pelvico e la sua importanza, la cura, la prevenzione, ma… quando arriva il bambino, il vero protagonista della maternità, il pavimento pelvico torna in ombra e ricomincia a lavorare silenziosamente per noi.

Comunque lui non ci tradisce! Finché non c’è un dolore, un problema, qualcosa che non va, queste nostre parti continuano a lavorare e ad aiutarci in tante situazioni. Ci permettono di sostenere il peso del nostro corpo, di compiere movimenti quotidiani e gesti sportivi, ci permettono di vivere momenti di intenso piacere. Ci mettono al sicuro da situazioni “imbarazzanti”… infatti il pavimento pelvico è quella struttura che ci consente di rilasciare i “prodotti di scarto” del nostro corpo in modo discreto, dandoci il tempo di raggiungere un luogo “socialmente accettabile”: il bagno!

Arriva però il momento in cui i muscoli iniziano a cedere. Può accadere per una debolezza muscolare generale, come conseguenza di un trauma o di un intervento, per aver portato avanti più gravidanze, o per la menopausa e i suoi cambiamenti ormonali. In questi momenti, quello che sembrava un amico fedele, discreto e silenzioso, ci “presenta il conto” e diventa spesso il protagonista.

Può farci sentire un dolore così intenso da rovinare le giornate e da far diventare un lontano ricordo i rapporti sessuali piacevoli, può farci sentire insicuri perché perde la sua capacità di controllare, di trattenere, può far sentire la sua presenza con una sensazione di peso al basso addome quasi sempre presente, può renderci pesanti le giornate perché non è più capace di liberare correttamente l’intestino.

E così… diventa il protagonista dei nostri pensieri e delle nostre giornate.

Se solo ce lo avessero detto prima…

Ma cosa avrebbero dovuto dirci? A quali segnali avremmo dovuto fare attenzione?

  1. Dovremmo prendere uno specchio e iniziare a guardare per conoscere tutto il nostro corpo, anche le sue parti nascoste. Meglio da bambini o da ragazzi, ma non è mai troppo tardi!

  2. Dovremmo ritrovare una connessione tra il nostro respiro e il nostro corpo e ascoltarlo per riconoscerne i segnali.

  3. Dovremmo parlare ai nostri figli in modo semplice e naturale, affinché conoscano meglio il loro corpo senza averne vergogna o paura.

  4. Dovremmo prenderci cura del nostro pavimento pelvico esattamente come delle altre parti del corpo e non solo quando i problemi sono evidenti.

  5. Dovremmo fare attenzione alla nostra postura, perché può creare problemi non solo alla schiena, al collo e alle varie articolazioni, ma anche al pavimento pelvico.

  6. Dovremmo “portare il nostro pavimento pelvico” dal medico per conoscerne lo stato di salute.

Possiamo rivolgerci anche al medico di base, ma se cerchiamo uno specialista le figure di riferimento sono: Ginecologo, Urologo, Proctologo, Gastroenterologo e per quanto riguarda la funzione della componente muscolare, il Fisioterapista.

Il Fisioterapista è la figura che ti aiuta a prendere confidenza col tuo perineo e a recuperare il controllo. Il mio motto è “non cambiare ciò che fai, cambia il modo in cui lo fai!”. Come Fisioterapista ho l’obiettivo di insegnarti il modo corretto per continuare a fare ciò che ti piace (o devi) fare: sport, hobby, lavoro… in modo di proteggere il tuo corpo e permettergli di funzionare al meglio il più a lungo possibile!

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Dott.ssa Simona Colicchia
Fisioterapista – Presidente Associazione Pavimento Pelvico Italia – Formatrice Accademia Italiana Tecarterapia. Nasce a Roma l’8 gennaio 1978. Si laurea con lode nel 2001 presso l’UCSC di Roma. Inizia il percorso di lavoro dedicandosi sia all’ambito neurologico che ortopedico-traumatologico. Nel tempo sviluppa una maggior passione per le disfunzioni della Postura e del Pavimento Pelvico, e per le disfunzioni dell’apparato tegumentario dedicandosi anche alla Riabilitazione Dermatofunzionale. In costante aggiornamento professionale sia in Italia che in Spagna.

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