L’integrazione con olio di pesce migliora la fertilità negli uomini

«Dagli studi finora svolti sul tema è emerso che gli integratori a base di olio di pesce e di acidi grassi omega 3 portano vantaggi significativi negli uomini infertili, ma questo è il primo studio che mostra un beneficio anche nei maschi sani»

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Aggiungere alla dieta un integratore a base di olio di pesce nei maschi giovani e in buona salute potrebbe migliorare la qualità del seme e aumentare i livelli di ormoni riproduttivi. A suggerirlo è uno studio pubblicato su JAMA, il periodico dell’Associazione medica americana, da cui emerge un possibile aiuto contro l’infertilità, un problema che riguarda il 15% delle coppie e che, nel 40% dei casi, dipende dal partner maschile. «A ridurre la capacità riproduttiva dell’uomo sono un’insufficiente produzione di spermatozoi oppure le anomalie nella qualità di quelli prodotti» esordisce la prima autrice Tina Kold Jensen del Dipartimento di medicina ambientale all’Università della Danimarca del sud, aggiungendo che fattori ambientali e stili di vita tra cui il fumo, l’inquinamento, il consumo di alcol, la mancanza di attività fisica, lo stress e le diete troppo ricche di carni lavorate hanno portato negli ultimi decenni a un forte calo del tasso di fertilità maschile.

«Dagli studi finora svolti sul tema è emerso che gli integratori a base di olio di pesce e di acidi grassi omega 3 portano vantaggi significativi negli uomini infertili, ma questo è il primo studio che mostra un beneficio anche nei maschi sani» scrivono i ricercatori, che hanno esaminato 1.679 uomini danesi in buona salute, età media 19 anni, che avevano assunto integratori a base di omega 3 e di olio di pesce nei tre mesi precedenti l’inizio dello studio. E i dati raccolti parlano chiaro: nel 6% dei partecipanti che aveva riferito di assumere integratori di olio di pesce negli ultimi 3 mesi, i test di idoneità riproduttiva mostravano una migliore qualità e un maggior volume di sperma prodotto, nonché una conta, una concentrazione e una motilità degli spermatozoi significativamente maggiore rispetto a quanto osservato nel gruppo di controllo. «Ma non solo: i nostri dati mostrano anche un aumento dose dipendente dei livelli di ormoni che regolano la fertilità tra cui l’ormone luteinizzante e il testosterone» conclude Kold Jensen.

Bibliografia
JAMA Netw Open. 2020. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2019.19462

 

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