Ciclo Mestruale e Infortuni

Il corpo femminile è profondamente diverso da quello maschile in termini di forza e di resistenza, ma presenta anche situazioni profondamente differenti all’interno dello stesso individuo in relazione al ciclo mestruale.

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[Emma Hayes, ex calciatrice e oggi allenatrice della squadra di calcio femminile del Chelsea dice:

“Le donne sono diverse dagli uomini. Dovrebbero adattare gli allenamenti al ciclo mestruale. Quando hanno le mestruazioni sono più soggette ad infortuni, hanno problemi di coordinazione e potrebbero avere sbalzi d’umore. Inoltre va controllata l’alimentazione nei giorni precedenti al ciclo, quando le donne spesso bramano cibo spazzatura”.]

Il cambiamento dei livelli ormonali influisce su tendini, legamenti e muscoli.
Nelle donne un alto livello di estrogeni potrebbe portare a una maggiore “fragilità” dei tendini. È quanto risulta da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Strength and Conditioning Research da Katherine Burgess e colleghi.

Il legamento crociato anteriore femminile ha una ridotta rigidità lineare.
Fattori ormonali possono spiegare la diversa frequenza di lesioni tra il genere maschile e femminile. Alcuni autori hanno associato il rischio di lesione di non contatto del LCA con l’utilizzo di contraccettivi orali e la fase pre-ovulatoria del ciclo mestruale

C’è una discussione continua se il ciclo mestruale e i corrispondenti cambiamenti ormonali possano modificare il rischio di infortunio nelle donne. Allo stesso modo anche la performance muscolare potrebbe essere influenzata dal #ciclo mestruale. L’ipotesi è che la variazione del livello dei diversi ormoni induca mutamenti nelle proprietà dei #tendini.

È chiaro che le fluttuazioni ormonali contano, ma è anche chiaro che i modelli più semplici di come gli estrogeni potrebbero influenzare il rischio di lesioni non catturano completamente la complessità della VITA reale e la struttura femminile, come le alterazioni di tronco e bacino.

Potrebbe essere allettante vedere i contraccettivi ormonali come protettori dei legamenti, poiché sopprimono i picchi più alti di estrogeni. Ci sono alcune prove che questo sia effettivamente il caso: ad esempio, uno studio del 2014 ha rilevato che le donne che consumavano contraccettivi orali avevano circa il 20% in meno di probabilità di aver bisogno di un’operazione LCA rispetto a quelle che non li usavano.

Ci sono anche dei compromessi:
alti livelli di estrogeni promuovono anche la costruzione muscolare e la riparazione di muscoli e tendini in risposta all’allenamento.
Si può iniziare a formulare schemi per evitare i contraccettivi durante l’allenamento e usarli durante la stagione agonistica, ma le prove sono terribilmente scarse per quel tipo di processo decisionale.

Per ora, gli esperti ci danno un semplice suggerimento pratico:
le atlete dovrebbero tenere traccia dei loro periodi , in modo che siano almeno consapevoli di quali fattori possono essere al lavoro in un dato giorno. Questa è più o meno la stessa conclusione tratta dai ricercatori che hanno recentemente studiato gli effetti del ciclo mestruale sulle prestazioni atletiche.

La medicina dello sport di genere, così come l’allenamento specifico e differenziato per le atlete, è diventata anche in Italia una realtà in forte crescita.
Il corpo femminile è profondamente diverso da quello maschile in termini di forza e di resistenza, ma presenta anche situazioni profondamente differenti all’interno dello stesso individuo in relazione al ciclo mestruale. È pertanto molto più complesso allenare una atleta o un gruppo di atlete proprio perché le diversità si vanno a sommare. Le atlete hanno delle caratteristiche peculiari, per esempio una gettata sistolica minore che nel maschio ma, per esempio, una maggior resistenza alla fatica, che impone lo studio di carichi di allenamento differenziato per poter permettere la massima performance di un motore che è senza dubbio diverso ma non per questo meno performante.
Svolgere esercizi preventivi diversi, come la correzione del valgo dinamico, dove si possono vedere risultati in sei settimane, per esempio con il protocollo di Mandelbaun, o tutti i lavori di propriocettività degli arti inferiori ma anche superiori, dove lo sviluppo della forza è sempre più complesso.

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Dott.ssa Elisabetta Sartini
Laureata presso Università degli studi di Siena come Infermiera. Conseguito diploma come Naturopata con master in Riflessologia plantare. Personal Trainer dal 2017, presso Guido Bruscia PtLab, con specializzazione in Allenamento Funzionale, Allenamento Femminile, Alimentazione ed Integrazione sportiva.

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