Camminare senza una adeguata dieta, non fa dimagrire

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’utilità dell’attività fisica nel conservare e migliorare la salute psichica e fisica, favorendo la perdita di peso.

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Uno studio dalla Brigham Young University evidenzia che, camminare solamente non fa dimagrire, resta comunque utile per mantenere lo stato di salute.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’utilità dell’attività fisica nel conservare e migliorare la salute psichica e fisica, favorendo la perdita di peso.

Camminare per gli ormai famosi 10.000 passi ha un effetto favorevole sull’umore, calo della glicemia, miglioramento dell’assetto lipidico, della funzionalità cardiovascolare con diminuzione della pressione arteriosa e non ultimo sul metabolismo osseo.

Sul calo del peso, invece sono sorti dei dubbi, e sembra confermarlo lo studio condotto da un team di ricercatori della Brigham Young University, e pubblicato sul Journal of Obesity.

Il lavoro scientifico ha monitorato l’attività fisica di 120 studenti. Ai partecipanti è stato chiesto di camminare 6 volte a settimana, facendo da un minimo di 10.000 passi ad un massimo di 15.000, mantenendo la dieta usuale, al termine dello studio, tutti i ragazzi non erano dimagriti ed in alcuni il peso era aumentato in media di 1,5 chili.

La conclusione del curatore del articolo, il professore di Scienze Motorie della Brigham Young University, Bruce Bailey è stata che:

“La camminata potrebbe essere vantaggiosa per aumentare la quantità di attività fisica svolta, ma il nostro studio ha dimostrato che da sola non aiuta a mantenere o prevenire l’aumento di peso“.

Da quanto sopra riportato, non viene nemmeno menzionato il calo ponderale secondario al camminare.

Quindi la camminata è un’attività fisica d’ausilio alla perdita di peso, ma se non accompagnata da ulteriori esercizi e dieta non garantisce il dimagrimento. Inoltre è chiaro che, seppur si decidesse di camminare intensamente sette giorni su sette, ma senza apportare delle modificazioni alla propria alimentazione, non si otterrebbero i risultati sperati.

L’aumento del peso di alcuni partecipanti allo studio, può essere spiegato con l’alibi che molte persone utilizzano per giustificare la non aderenza alla dieta, dopo aver fatto attività fisica, una sorta di giustificazione a trasgredire.

Dott. Emilio Rastelli, sintesi e considerazioni personali su un articolo pubblicato dal prof.Bruce W Bailey Associate Professor

Exercise Sciences

BS, Brigham Young University, 1999

MS, Brigham Young University, 2001

PhD, University of Kansas, 2005

 

Nato a Rimini e laureato presso l’Università La Sapienza di Roma con votazione di 110 su 110 e lode, specializzato presso la medesima Università in Reumatologia. Dirigente Medico Internista presso gli Ospedali di Pesaro e Riccione, Responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale di Riccione sino al maggio 2016. Autore di 76 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali. Relatore a numerosi convegni e congressi nazionali. Direttore Sanitario Poliambulatorio il Boschetto di Riccione e Libero Professionista presso ambulatori della prov. di Rimini.

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