La Fondazione Valter Longo Onlus: intervista al direttore generale Antonluca Matarazzo

Avvocato e manager con pluriennale esperienza internazionale nella gestione e nello sviluppo aziendale. Già Executive Director di Create Cures Foundation negli Stati Uniti, dall’inizio del 2020 Antonluca Matarazzo (nella foto) ricopre in Italia la carica di Direttore Generale della Fondazione Valter Longo Onlus

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Nel corso della sua carriera, anche attraverso la creazione di partnership di successo, ha implementato e diretto numerosi progetti imprenditoriali in diverse aree territoriali tra cui Africa, Europa e Medio Oriente, per conto prevalentemente di società italiane. Ha contribuito e definito i processi strategici aziendali delle stesse, oltre ad aver diretto specifici dipartimenti e team di lavoro. Prima di trasferirsi negli Stati Uniti, si è occupato prevalentemente di progetti nei settori delle energie rinnovabili, IT, Real Estate e opere civili o infrastrutturali, oltre che finanziari, assumendo negli anni posizioni di crescente responsabilità, da Senior Business Manager a Consigliere di Amministrazione e Amministratore Delegato e Unico. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza nel 2005 presso lUniversità di Roma “Tor Vergata”, nel 2008 ha ottenuto in Italia il titolo di Avvocato. Nel 2007 ha frequentato il Master in Gestione e Strategia d’Impresa alla “Business School” del Sole 24 Ore.

La Fondazione Valter Longo Onlus è una realtà ormai nota a livello nazionale. In breve, Le chiederei di tratteggiare gli scopi e gli obiettivi che si prefigge

La nostra Fondazione è la prima in Italia dedicata a favorire la longevità sana attraverso l’educazione alimentare nelle scuole ed il sostegno alle persone fragili e in difficoltà – bambini e adulti in povertà – nella prevenzione e cura di gravi malattie.

Offrire a tutti l’opportunità di una vita più lunga e sana. È questo il mantra che ha ispirato Valter Longo, scienziato e biogerontologo di fama internazionale, nella creazione della nostra Fondazione (https://www.fondazionevalterlongo.org). Una Fondazione concentrata sulla creatività, ma anche sull’approccio multidisciplinare tipico dell’ambito universitario. Un approccio unico, che combina la biologia molecolare, la dietologia e la medicina per informare, assistere e curare sempre più persone, dall’infanzia agli anni d’argento, per accompagnarle verso una longevità sana – ossia consentire a tutti di condurre una vita in salute, attiva e indipendente, pur invecchiando in maniera sana. In particolare, il lavoro della Fondazione si focalizza sulla ricerca del nesso tra nutrienti e geni della longevità per vivere in salute più a lungo e dar vita a quella che può essere definita una “longevità programmata”. La missione della Fondazione è rallentare e contrastare l’insorgenza di importanti patologie correlate all’avanzare dell’età o non trasmissibili – quali tumori, diabete, obesità, malattie cardiovascolari, autoimmuni, come il Morbo di Crohn e la sclerosi multipla, e patologie neurodegenerative come l’Alzheimer – promuovendo l’educazione alimentare e la crescente diffusione di uno stile di vita salutare e corrette abitudini alimentari. La Fondazione Valter Longo Onlus persegue i propri obiettivi istituzionali dedicandosi ad alcune principali aree di intervento: la promozione, finanziamento e svolgimento diretto e immediato di assistenza sanitaria e sociale e di consulenza in ambito nutrizionale, sulla base di dati scientifici certi, al fine di curare, prevenire o supportare le persone affette da diverse patologie che vivono in una particolare condizione di emergenza o di disagio psichico, fisico ed economico e al fine offrire una guida a tutti coloro che desiderano perseguire una longevità sana. E ancora: la sensibilizzazione ed educazione del pubblico di tutte le età sui temi connessi alla nutrizione e a uno stile di vita corretto e salutare basandosi su dati scientifici multidisciplinari”.

Il 4 marzo si celebra la Giornata Mondiale per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso. Avete organizzato un’iniziativa molto interessante. Vuole parlarcene nei dettagli?

Le attività di prevenzione e cura dell’obesità e del sovrappeso sono centrali in tutti i programmi della Fondazione Valter Longo Onlus, realizzati grazie a un Team di Esperti Biologi Nutrizionisti ed Educatori su basi rigorosamente scientifiche. Ecco perché il World Obesity Day si inserisce in un quadro più ampio di iniziative di Assistenza Nutrizionale ai pazienti e Campagne di Sensibilizzazione nelle Scuole. In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, Fondazione Valter Longo Onlus riconferma il proprio impegno per la prevenzione offrendogiovedì 4 marzo 2021 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, colloqui nutrizionali gratuiti per pazienti obesi in tutta sicurezza, via Skype, WhatsApp o telefonici. Per prenotare occorre chiamare o mandare un messaggio WhatsApp al numero 366 874 9950 oppure scrivere una mail a: nutrizionisti@fondazionevalterlongo.org a partire da lunedì 1° marzo.

Per ulteriori informazioni: www.fondazionevalterlongo.org/giornatamondialeobesità/E ancora: abbiamo organizzato Webinar gratuiti per la prevenzione nelle Scuole. Un ciclo di cinque seminari dal titolo ONE  Obesity Nutrition, Exercise – lezioni gratuite per studenti, docenti e genitori. Per iscriversi basta mandare una mail a: educazione@fondazionevalterlongo.org” 

Che rapporti ci sono tra obesità e l’attuale pandemia?

L’obesità stessa ha contribuito anche alle differenze osservate nell’impatto di Covid-19, dove, tra i 30 e 59 anni, l’obesità è la seconda comorbidità dei decessi più frequenti, come dimostrano recenti studi pubblicati da Obesity Reviews, rivista medica ufficiale della World Obesity Federation, aumentando la gravità delle complicanze respiratorie e riducendo fortemente le risposte immunitarie. Le persone obese che hanno contratto il Coronavirus hanno avuto il 113% in più di probabilità di essere ospedalizzate, il 74% in più di essere ricoverate in terapia intensiva ed il 48% in più di morire, rispetto ai pazienti normopeso: dati che avvalorano quanto l’obesità sia una patologia grave che rende estremamente vulnerabili le persone e di conseguenza bisognose nell’immediato del vaccino per il Covid -19, tanto da essere inserita come prioritaria nella Seconda Fase del Piano Nazionale Vaccini, insieme a malattie tumorali, cardiocircolatorie o neurologiche”.

Anziani o giovani: dove attecchisce di più l’obesità?

Purtroppo, l’obesità è una patologia che colpisce in modo trasversale le diverse fasce di età. Di certo la migliore arma per combatterla è la prevenzione sin da bambini, e ancor prima dalla gravidanza, attraverso l’educazione, a casa, a scuola e nelle comunità sportive, alla sana alimentazione e ad uno stile di vita corretto. L’impressione che ho leggendo alcuni dati, in particolari le proiezioni future, è quella di assistere a una vera e propria pandemia da sovrappeso. Le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano che sono sovrappeso oppure obesi il 50% degli adulti e il 30% dei bambini e adolescenti del Pianeta. In Italia sono 18 milioni gli adulti in sovrappeso e 5 milioni quelli obesi, ovvero una persona su dieci. Solo negli ultimi 40 anni i bambini obesi nel mondo sono aumentati di oltre 10 volte il numero originario: da 11 milioni siamo passati a 124 milioni. E nell’arco degli ultimi trent’anni, in Italia, l’obesità in età adulta è aumentata del 60%. A livello mondiale l’obesità è responsabile ogni anno della perdita di circa 94 milioni di anni di vita aggiustati per disabilità, con un incremento di più dell’80% negli ultimi 20 anni.

Ma la situazione è ancor più preoccupante perché le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che se non si inverte la rotta urgentemente, da qui già al 2030, avremo un quasi raddoppio della prevalenza di obesità che sommata al sovrappeso costituirà circa il 70% della popolazione. Sottovalutare ciò vorrebbe dire non considerare che, ad oggi, l’obesità contribuisce in modo significativo allo sviluppo delle malattie non trasmissibili che causano nel nostro paese il 92% di morti e più dell’85% di anni persi per disabilità.

Dunque, l’obesità attecchisce ovunque. Io parlerei più che altro di una vera propria bomba a orologeria considerato l’enorme impatto clinico, dovuto principalmente alle correlate malattie di cui l’obesità è responsabile come alcune forme di tumore, l’aumentato rischio di diabete e le malattie cardiovascolari e al maggior rischio di ospedalizzazione, così come del crescente impatto economico, paragonabile a quello del fumo di sigaretta, che si stima possa impegnare l’8.4% della spesa sanitaria complessiva entro il 2050. Dati drammatici, che è necessario far emergere, anche e soprattutto, in occasione del World Obesity Day, la Giornata Mondiale per la prevenzione dell’Obesità e del Sovrappeso che si celebra il 4 marzo. 

Qual è il germe dell’obesità? O meglio: quali sono tendenzialmente le cause che spingono la persona a questa malattia?

Le cause, in alcuni casi, iniziano da bambini, addirittura prima della nascita! I dati preoccupanti citati sinora così come l’incapacità dei genitori di riconoscere o risolvere il problema possono condurre a ripercussioni sulla salute dei nostri bambini anche a distanza di anni. Basta pensare che il sovrappeso prolungato di un adolescente o bambino può quadruplicare la possibilità che da adulto gli venga diagnosticato il diabete. Quello che vediamo nei nostri pazienti e la percezione che abbiamo soprattutto quando andiamo nelle scuole, il luogo per eccellenza dove cerchiamo di entrare per parlare di corretta alimentazione, è che bambini e nei ragazzi risiede molto interesse e sensibilità al tema, a volte anche una discreta consapevolezza su cosa mangiare ma poi spesso poi con la crescita e l’autonomia le scelte e lo stile di vita vengono influenzate fortemente da modelli definiti dai media e dalle mode. Quindi sicuramente un’educazione alimentare scorretta dei genitori e perpetuata in famiglia poiché l’inizio dell’accumulo di sovrappeso può iniziare dai 2 ai 6 anni, è una causa, poi chiaramente ci sono fattori genetici cosi come abitudini alimentari dannosi per la salute, riconducibili, per esempio in Italia, proprio ad una erronea interpretazione delle regole d’oro della dieta Mediterranea: l’eccesso nel consumo di alimenti contenenti grandi quantità di amido, quelle che noi chiamiamo le “4 P” ossia Pane, Pasta, Pizza, Patate, cosi come di grassi saturi e proteine animali sta contribuendo al dilagare di abitudini alimentari poco salutari come, per esempio, una colazione non adeguata, un pranzo di amidi rapidamente trasformati in zuccheri o una merenda abbondante. A ciò si aggiunge uno stile di vita spesso non attivo e comportamenti molto sedentari, specie tra i più piccoli. Creare consapevolezza attraverso l’empowerment della comunità e l’alfabetizzazione sanitaria rappresenterebbe un’azione reale e strategicamente utile a risolvere il problema dell’obesità alla base, così da stimolare un ambiente volto alla prevenzione e al mantenimento del “Bene Salute” attraverso l’adozione di stili di vita salutari e scelte alimentari adeguate sin dall’infanzia”.

Vuole darci dei numeri circa l’attività della Fondazione in tal senso? Visite, pazienti assistiti, casi risolti?

Nel 2020, anno fortemente penalizzato dalla pandemia da Covid-19, la Fondazione Valter Longo Onlus ha svolto 484 visite nell’ambito dell’Assistenza Nutrizionaleil 25% delle quali gratuite, e 2 Webinar gratuiti per le scuole, rispettivamente in tre scuole di Padova, Treviso e San Donà di Piave e due di Brescia, che hanno coinvolto un totale di 230 studenti e 18 docenti. E ancora: in seguito alla pandemia la Fondazione Valter Longo Onlus ha realizzato un progetto di assistenza nutrizionale digitale in Italia e all’estero, raggiungendo e assistendo oltre 5.000 pazienti e distribuendo Linee Guida Nutrizionali insieme ad altri contenuti gratuiti. É attiva nelle campagne di informazione sui rischi della cattiva alimentazione in tutte le fasi della vita e soprattutto a favore di soggetti svantaggiati. Per sostenere gli interventi di Fondazione Valter Longo Onlus: https://www.fondazionevalterlongo.org/dona-ora/”.

 

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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