Nebbia cognitiva, vi spiego che cos’è…….

I vuoti di memoria, la sensazione di spaesamento e quella difficoltà a mantenere la concentrazione sono un effetto neurologico legato all'azione di risposta infiammatoria al virus

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Milano – 17 feb 2021-  Il tampone è negativo, ma gli strascichi restano. Sappiamo che il SARS-CoV-2 può colpire il cervello in maniera più o meno grave: si può da andare da ictus o encefaliti a cefalee, fino a manifestazioni neurologiche più lievi, come ciò che viene definita “nebbia cognitiva”.

In realtà alla base di questo muovo termine c’è un vecchio concetto molto noto in medicina: ovvero il concetto di Neuroinfiammazione.

La neuroinfiammazione, presente anche nel diabete e nelle malattie metaboliche in generale, è un’attivazione del sistema immunitario a livello cerebrale, che persiste anche dopo l’infezione.
Le molecole infiammatorie (citochine) nel nostro organismo hanno un’emivita che varia dai 60 ai 120 giorni successivi all’evento scatenante. Prodotte dal nostro corpo, agiscono come tossine anche se nella prima fase sono il frutto della guarigione, nel proseguire la loro presenza generano danni anche per il cervello: la conseguenza è l’insorgere di comportamenti tossici e dannosi delle cellule nei tessuti cerebrali, i cui effetti potrebbero durare per molto tempo.

Tra questi, disturbi della memoria a breve termine, uno stato di confusione, perdita o incapacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione o difficoltà a terminare qualsiasi azione si inizi.

La nebbia cognitiva, dunque, altro non è che un effetto neurologico legato all’azione di risposta infiammatoria al virus. La caratteristica più evidente è una mancanza di lucidità, difficoltà a ricordare le cose e a concentrarsi e un senso di stanchezza.

Questi sintomi possono essere transitori, ma se trascurati rischiano di indurre comportamenti compensativi sbagliati che possono diventare anche permanenti.
Inoltre, a quanto accade a livello molecolare nel post-covid va aggiunto l’aspetto psicologico. Tutt’altro che di poco conto.

Il forte stress mentale che comporta la malattia durante e dopo, in più, a sua volta, si ripercuote sull’organismo, con conseguenze a catena.
Chi viene isolato, infatti, man mano spesso perde lucidità: la mente divaga, i pensieri negativi si assommano, emergono errori che diventano giganti fardelli emotivi. Si inizia a vivere aggrappati ai ricordi, che il più di volte sono quelli infelici perché in questo stato la mente è condizionata a vivere il peggio.
Lo stato d’animo di tanti pazienti è totalmente negativo perché la combinazione dei due sistemi neuro e psicologico diventa una specie di “bomba” difficile da gestire ed estremamente debilitante nella quotidianità. Il consiglio è di farsi guidare opportunatamente e il prima possibile da un operatore sanitario.
La terapia psicologica è sicuramente un aiuto molto valido in tal senso, certo, a patto di scegliere volontariamente il percorso più adatto a sé, e con lo specialista “giusto”, non ci sono ricette facili.

A questa, poi, se necessario, si possono anche affiancare altre soluzioni per riprendere a pieno le proprie capacità e funzionalità, senza per forza ricorrere all’uso di farmaci.
Per alleviare la sintomatologia da neuroinfiammazione, ad esempio, tra le terapie più innovative, non invasive ed efficaci, è la fotobiomodulazione, una metodica che sfrutta le onde luminose nel vicino infrarosso per ottenere una serie di benefici, tra cui appunto, l’effetto antinfiammatorio.

Tra gli effetti documentati in letteratura della fotobiomodulazione vi sono benefici sulla circolazione sanguigna a livello cerebrale, sul metabolismo dei neuroni, sullo stress ossidativo e sulla formazione di nuovi neuroni.

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Dott.ssa Federica Peci
Laureata in Psicologia, indirizzo Neuroscienze Cognitive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha conseguito il Master di II Livello in “Neuroscienze Cliniche: valutazione, diagnosi e riabilitazione neuropsicologica e neuromotoria” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Esperta nell’utilizzo di tecniche di neuromodulazione, neuronavigazione, neurostimolazione. Ha fondato Cerebro®, Startup di Biotecnologie neuroscientifiche. È stata insignita della Menzione speciale “Implementazione team multidisciplinare” dall’Associazione Donne Inventrici e Innovatrici. È giornalista pubblicista iscritta all’Albo dei Giornalisti della Lombardia.

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