Benefici nel limitare i cibi acidi

Gli studi dimostrano che limitare l’assunzione di cibi acidi può aiutare a migliorare la massa ossea, ridurre il rischio di calcoli renali, ridurre il dolore cronico, migliorare i livelli ormonali ed alleviare il reflusso gastro-esofageo.

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La dieta alcalina è stata recentemente alla ribalta, grazie alle celebrità e ai guru della salute, che ne hanno reclamizzato i benefici.

Anche gli studi dimostrano che limitare l’assunzione di cibi acidi può aiutare a migliorare la massa ossea, ridurre il rischio di calcoli renali, ridurre il dolore cronico, migliorare i livelli ormonali ed alleviare il reflusso gastro-esofageo.

CHE COSA SONO GLI ALIMENTI ACIDI?

Considerando un pH (“potenziale d’idrogeno”) 7 come neutro, un pH sanguigno leggermente alcalino di 7.35-7.45 è considerato ottimale per la salute.

Per mantenere un livello di pH sanguigno così strettamente regolato, l’organismo utilizza la matrice extracellulare (pH tissutale), che funge da discarica: ovvero, se consumiamo troppi cibi acidi, per evitare di acidificare il sangue, l’organismo sposta questi residui acidi nella matrice, in attesa di avere sufficienti sostanze alcaline per poterli eliminare.

Che cosa differenzia un cibo acido da uno alcalino? Quando un alimento è mangiato, le sostanze nutritive vengono estratte e metabolizzate, lasciando un residuo che può essere acido o alcalino: questo residuo è ciò che determina il pH di un dato alimento.

Cibi acidi da limitare:

  • Alcol

  • Latte vaccino

  • Bevande contenenti caffeina

  • Bevande zuccherate

  • Cioccolata calda

  • Latte vaccino, formaggio

  • Carne rossa convenzionale

  • Salumi

  • Cereali processati

  • Pizza, pasta, riso, pane

  • Prodotti a base di frumento

  • Arachidi

  • Dolcificanti artificiali, sciroppo di fruttosio, zucchero

  • Fast food, patatine fritte

  • Oli vegetali raffinati

Questi cibi non vanno eliminati completamente ma limitati e, quando vengono consumati, devono sempre essere abbinati ad alimenti alcalini come frutta e verdura.

EFFETTI DANNOSI DEI CIBI ACIDI

Ridotta densità ossea

Alcune ricerche (Osteoporos Int. 2001) hanno scoperto che una dieta ricca di cibi acidi potrebbe aumentare la quantità di calcio persa attraverso le urine, causando un calo della densità ossea ed un maggior rischio di osteoporosi.

Infatti, se la quantità di sostanze alcaline è insufficiente (es. dieta povera di frutta e verdura), l’organismo per poter eliminare le sostanze acide utilizza come tampone il calcio delle ossa.

Esacerbare il reflusso acido

Il reflusso, noto anche come Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE o GERD), è una condizione in cui l’acido dello stomaco refluisce nell’esofago, causando sintomi come bruciore e dolore.

Quando funziona correttamente, l’esofago ha una fascia di muscoli noti come sfinteri che si chiudono per impedire questo flusso di ritorno e mantenere l’acido nello stomaco: nella MRGE invece, questi sfinteri esofagei sono spesso indeboliti o danneggiati e incapaci di lavorare in modo efficiente.

Molti cibi acidi possono contribuire al reflusso acido, rilassando lo sfintere esofageo e permettendo all’acido di risalire: fanno parte di questi l’alcol, le bevande contenenti caffeina e i cibi ricchi di grassi (es. fast food).

Al contrario, cibi alcalini come le verdure e il limone sono alimenti che riducono l’acidità gastrica ed alleviano i sintomi.

Possono causare calcoli renali

Consumare spesso cibi acidi porta ad avere un pH acido nelle urine che, a sua volta, aumenta il rischio di sviluppare calcoli renali di acido urico o di ossalato.

In questi casi, oltre a ridurre il consumo di cibi acidi, è indicato aumentare l’apporto idrico (2 litri di acqua al giorno), ridurre l’assunzione di sale ed evitare i cibi ricchi di ossalato.

Contribuire al dolore cronico

Alcuni cibi acidi causano infiammazione e quindi possono contribuire al dolore cronico (es. spasmi muscolari, mal di schiena, cefalea).

Uno studio ha integrato con minerali alcalini 82 partecipanti con mal di schiena cronico: dopo un mese, i sintomi sono stati ridotti del 92% nei soggetti (J Trace Med Biol. 2001).

 

Maturità classica presso il Liceo Classico di Rimini nel 2003 Laurea in Dietistica presso l’Università di Bologna nel 2006 Master Internazionale in Disturbi dell’Alimentazione e Obesità presso l’AIDAP di Verona Antiaging Advisor presso l’AFFWA di Parma Certificata in Medicina Funzionale applicata alla pratica clinica presso l’AFFWA di Parma Esperta in nutrizione Corso di perfezionamento universitario presso l’Università di Pavia Relatrice a corsi, convegni, eventi Autrice di diversi articoli, del libro “Questione di cibo: imparare a gestire il peso consapevolmente” e del capitolo “La Nutrizione Funzionale” nel libro “Guida alla Medicina Funzionale: la medicina del domani” Creatrice del protocollo nutrizionale per la chirurgia bariatrica presso la Casa di Cura “Montanari” di Morciano di Romagna Ex atleta agonista di pattinaggio artistico a rotelle, ora alterno palestra e allenamento funzionale a casa Appassionata di libri, skincare e beauty Libera professionista a Milano, Voghera, Riccione e provincia

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