Mascherine. In Francia, Austria e Germania stop a quelle di stoffa

«Non mettiamo in dubbio l'efficacia delle mascherine usate finora, ma non avendo nuove armi contro i nuovi e più aggressivi ceppi del virus possiamo solo migliorare quelle che abbiamo».

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Il virus e l’aumento costante dei contagi sta portando i governi d’Europa ad adottare nuove misure che riguardano anche i dispositivi di protezione da indossare. In particolare, a preoccupare sembrano essere le nuove varianti. Sembra infatti che le mascherine di stoffa non forniscano una protezione adeguata per le modifiche che portano ad essere il virus più contagioso. Per questo, fino al 14 febbraio, Francia, Germania e Austria hanno reso obbligatorie le mascherine Ffp2 nei negozi o a bordo dei mezzi di trasporto pubblico e in altre situazioni al chiuso. «Non mettiamo in dubbio l’efficacia delle mascherine usate finora, ma non avendo nuove armi contro i nuovi e più aggressivi ceppi del virus possiamo solo migliorare quelle che abbiamo». Così le autorità sanitarie francesi, in primis il ministro della Salute Olivier Veràn, hanno iniziato a «sconsigliare fortemente» l’utilizzo di mascherine che non siano chirurgiche o Ffp2.

In Italia, intanto, la Procura di Milano ha disposto il sequestro in dieci farmacie milanesi e nella sede della società di 15 mascherine U-Mask complete di filtro e di 5 filtri per effettuare le analisi sulla loro effettiva capacità di filtraggio e se conforme a quanto dichiarato dall’azienda. Nell’indagine, nata da un esposto di una ditta concorrente, è indagata per frode nell’esercizio del commercio l’amministratrice della filiale italiana della società.

L’indagine è stata aperta in seguito alla denuncia di una società concorrente con allegati gli esiti di analisi di laboratorio secondo i quali la capacità di filtraggio della mascherina biotech con il filtro che dura 150-200 ore sarebbe del 70-80% a fronte del 98-99% dichiarato ufficialmente. «Il prodotto U-Mask rispetta pienamente le norme e le leggi in materia. Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata, come prescritto dalla legge, alle Autorità competenti, ossia il Ministero della Salute, che preso atto della correttezza della documentazione allegata e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l’approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno», si legge in una nota dell’azienda.
In merito alla maggiore capacità filtrante delle Ffp2, anche Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica di Roma e consulente del ministro della Salute si dice d’accordo. «Negli spazi chiusi e con ridotta distanza di sicurezza, le mascherine effettivamente protettive sono le Ffp2. In metro, autobus e mezzi pubblici sono la scelta migliore – spiega all’Adnkronos Salute -.

Le mascherine come presidio vanno sempre portate in funzione degli obiettivi che ci si propone. Se sto da solo per strada, a distanza da altri, va bene anche la mascherina di stoffa. Ma se entro in un ambiente chiuso e abbasso la distanza di sicurezza, per essere protetto ho bisogno di una mascherina tipo Ffp2. Le evidenze scientifiche ci dicono questo: in un ambiente chiuso c’è la necessità di avere mascherine filtranti. E quelle filtranti sono le Fp2».

Le mascherine di stoffa, invece, «servono solo a non far fuori uscire le goccioline di saliva dalla bocca e dal naso delle persone che le portano. Non hanno valenza protettiva per chi le porta. Tanto è vero che il personale sanitario si contagia anche con le mascherine chirurgiche. A maggior ragione, dunque, è possibile il contagio con quelle di stoffa. Ovviamente – precisa – si tratta di dispositivi importanti in termini di circolazione del virus, proprio perché non fanno fuoriuscire droplet. Ma non sono una barriera al virus. Non sono protettive nei confronti di chi le porta, sono protettive nei confronti di chi sta vicino a chi le indossa», conclude Ricciardi.

( Fonte Doctor 33)

 

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