Disfunzione erettile su base neurogena, all’orizzonte le cure con i fattori di crescita nervosa

La conservazione della neurovascolatura cavernosa danneggiata attraverso l'inibizione del percorso proNGF / p75NTR può essere una nuova strategia per il trattamento della disfunzione erettile

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La prostatectomia radicale induce un certo grado di lesione del nervo cavernoso (CNI) e provoca cambiamenti patologici indotti dalla denervazione nella vascolarizzazione cavernosa, indipendentemente dai progressi nelle tecniche chirurgiche e nelle procedure robotiche.

 Il precursore del fattore di crescita nervosa (proNGF) è noto per essere coinvolto nell’apoptosi delle cellule neuronali e nella disfunzione microvascolare attraverso il suo recettore p75NTR.

Un recentissimo studio è stato effettuato per determinare l’espressione di proNGF / p75NTR e l’efficacia dell’anticorpo neutralizzante proNGF (anti-proNGF-Ab) in un modello murino di DE indotto dal CNI.

Glia autori hanno osservato una maggiore espressione di proNGF e p75NTR dopo lesione del nervo cavernoso.

 La somministrazione intracavernosa di anti-proNGF-Ab ha aumentato l’espressione di nNOS probabilmente migliorando la produzione di fattori neurotrofici, come la neurotrofina ‐ 3, NGF e il fattore neurotrofico derivato dal cervello.

Anti ‐ proNGF-Ab ha preservato l’integrità dei sinusoidi cavernosi, come periciti, cellule endoteliali e giunzioni cellula endoteliale-cellula, possibilmente controllando i fattori angiogenici (angiopoietina ‐ 1, angiopoietina ‐ 2 e fattore di crescita endoteliale vascolare); e indotta fosforilazione endogena di eNOS nei topi CNI.

E infine, il trattamento con anti-proNGF-Ab ha salvato la funzione erettile nei topi CNI.

La conservazione della neurovascolatura cavernosa danneggiata attraverso l’inibizione del percorso proNGF / p75NTR può essere una nuova strategia per il trattamento della disfunzione erettile indotta dalla prostatectomia radicale o da altro danno neurogeno.

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Prof. Andrea Militello, Urologo/Andrologo
Laurea in “Medicina e Chirurgia" conseguita nel luglio 1991 con votazione di 110/110 e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi sperimentale: ”Chemioterapia endocavitaria con epidoxorubicina e interferone per via sistemica nella profilassi dei tumori superficiali della vescica”. Nel novembre 1996 ha conseguito la specializzazione in Urologia con votazione di 70/70 e lode presso il Dipartimento di Urologia “U. Bracci” del Policlinico “Umberto I” di Roma discutendo la tesi sperimentale: ”L’ecografia trans rettale, il PSA ed il PSAD. Tre metodiche a confronto nella diagnostica del carcinoma della prostata”. Nel 2014 conseguimento di Master di II livello in Andrologia ,implantologia e chirurgia protesica. Nel 2016 conseguimento Master di secondo livello in Seminologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. Dal 2018 revisore delle riviste scientifiche Central European Journal of Urology , Hormone and Metabolic Research Journal. Dal 2018 libero docente presso l’Università Federiciana di Cosenza. Nel 2014 vincitore del Doctoralia Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia , nel 2018 Vincitore del Mio Dottore Awards quale miglior Urologo Andrologo d’Italia.

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