Cibi che diventano dipendenza: Patatine fritte

Il mangiare le chips in busta è una delle dipendenze alimentari maggiormente diffuse specialmente tra i giovani

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Come tutti i cibi grassi, anche le patatine fritte creano dipendenza, perché si attivano nel cervello gli endocannabinoidi, neurotrasmettitori retrogradi a base di lipidi endogeni, che si trovano nella Cannabis e in altre erbe, tra le numerose funzioni, quella antistress simile a quella delle endorfine.

Il mangiare le chips in busta è una delle dipendenze alimentari maggiormente diffuse specialmente tra i giovani, nonostante rientrino nel junk food, cioè nel cibo spazzatura, non sono tutte uguali.

Le patatine in busta, vengono fritte in olii grassi saturi, che sebbene più stabili in cottura, possono influire negativamente sulla salute, aumentando il rischio cardiometabolico, per non parlare poi del sale, presente in grandi quantità, che favorisce, l’ipertensione.

Per il resto, le patatine fritte, contengono carboidrati assimilabili, principalmente amidi e proteine di medio valore biologico

La differenza quindi è notevole anche per quanto riguarda le calorie.

Chips in busta per 100 grammi di prodotto sono circa 500 kcal con un apporto di grassi di 27 grammi di cui 11 grammi sono acidi grassi saturi

Patatine fritte fatte in casa per 100 grammi di prodotto sono circa 220 kcal con un apporto di grassi di 8 grammi di grassi monoinsaturi se si friggono con olio di oliva o di arachidi.

La nutrizione giusta non demonizza nulla , ma no agli abusi prestando più attenzione ai metodi di cottura!!!!

Nutrizione è prevenzione

 

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Dott.ssa Silvana Di Martino
Nata a Napoli il 6 Luglio del 1970 ed ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche, presso l’Università Federico II di Napoli. Dottore di ricerca in Patologia Clinica, presso Policlinico Università Federico II di Napoli, inizia il suo percorso nel 1997, presso Cirio ricerche ”Produzione di latte delattosato per soggetti intolleranti al lattosio” per il CNR di Napoli. Dal 2003 presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli, sotto la direzione del Prof.re Paolo Ascierto, Valutazione post terapia della immunosoppressione tumorale in pazienti affetti da neoplasia in fase avanzata” Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori “Fondazione Giovanni Pascale” In collaborazione con il CROM e CNR di Avellino, continua il suo percorso di ricerca sul melanoma e indagini epidemiologiche sulla nutrizione” Progetto sull’educazione alimentare nelle scuole medie di Sperone (AV) per il CROM di Avellino” con oltre 30 pubblicazioni a suo nome Nazionali ed Internazionali, di cui alcune a suo primo nome. Dal 2006 sceglie la professione libera nel settore della nutrizione presso il suo centro Nutrizione&Benessere, sito a Casoria in via Leonardo Da Vinci 32, dove da direttore di estetica esercita un completamento estetico a quello nutrizionale e di ricerca, inoltre collabora con vari professionisti, seguendo percorsi nutrizionali che vanno dall’infanzia all’età senile, alla medicina estetica. Dal 2011-2013 con il Mo.D.A.V.I Onlus progetto scuole –Stile di vita e giusta alimentazione nelle scuole medie superiori della campania. Si avvale inoltre dell’analisi di Stress ossidativo, che viene eseguita presso la Federico II di Napoli, per poter elaborare diete antiossidanti. Oltre ad avere il suo centro a Casoria, la dottoressa esercita la sua professione, presso vari studi medici sparsi in tutta Italia, dalla Regione Calabria, alla Toscana al Veneto Dal 2015 diventa pubblicista per varie testate giornalistiche online, fino a conseguire nel 2020, il titolo di giornalista.

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