Meditazione dimagrante

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Per perdere peso si è soliti immaginare programmi di attività fisica che prevedono fatica, sudore e fiatone, ma non è detto che sia l’unico modo per ottenere o mantenere una buona forma fisica. A volte, infatti, attività molto più contenute e di minore intensità possono portare agli stessi effetti, magari in tempi più dilatati ma di sicuro più duraturi. E’ il caso, dello yoga, una disciplina di origine indiana, il cui nome significa unione, che è anche l’obiettivo della pratica: unire mente e corpo per una maggiore consapevolezza di sé.

Chili in meno
Come tutto ciò sia legato al peso corporeo, alla perdita e al suo mantenimento, viene spiegato da uno studio, il primo che fa questo tipo di valutazione, condotto su 15500 soggetti sani di mezz’età, uomini e donne. E’ stato loro chiesto di compilare un’intervista riportando in che modo avevano svolto attività fisica, incluso lo yoga, nel periodo di età tra i 45 e i 55 anni e l’andamento del loro peso. I ricercatori hanno osservato che in questo decennio la maggior parte delle persone acquisiva quasi mezzo chilo all’anno. Una tendenza molto comune quando non ci sono particolari attenzioni all’introito calorico nonostante una riduzione del consumo energetico, dovuta a una maggiore sedentarietà o a cambiamenti del metabolismo.

Tuttavia, i soggetti che a 45 anni erano normopeso, e che avevano svolto regolarmente yoga, erano aumentati di peso, sempre nei 10 anni, ma di circa un chilo e mezzo in meno rispetto a chi nelle stesse condizioni non aveva praticato yoga. I risultati erano ancora più evidenti, e forse più interesssanti, quando si consideravano i soggetti che a quell’età erano in sovrappeso. Chi non aveva seguito questa attività era ingrassato di circa 7 chili nel decennio successivo, lo stacco era notevole rispetto a chi aveva praticato yoga che, invece, aveva perso circa 2 chili e mezzo.

Una ginnastica della mente
Gli autori si sono domandati in che modo, un’attività tutto sommato “sedentaria” o quanto meno senza sudore, affaticamento, impegno cardiovascolare potesse avere questi effetti. Il responsabile dello studio, che pratica, per altro, yoga da parecchio tempo dava due tipi di spiegazioni. Da una parte, non è vero che lo yoga non richiede impegno, perché durante una sessione vigorosa si possono bruciare abbastanza calorie da riuscire a perdere peso. Tuttavia non è questo il modo in cui la maggior parte delle persone pratica questa disciplina e, comunque, per perdere peso è necessario un lavoro muscolare aerobico e questo non lo è abbastanza. Allora emerge un altro aspetto, cioè quello legato allo sviluppo e alla crescita di una coscienza di sé e del proprio corpo che alimenta una forza interiore; questa, probabilmente, influisce sul modo in cui ci si rapporta, per esempio, con il cibo: quando si mangia a sufficienza e si ha la sensazione e la coscienza di essere sazi si smette di mangiare. Inoltre durante la sessione di yoga capita spesso, sebbene sembri tutto molto facile, di trovarsi in situazioni di disagio perché a volte si porta il proprio corpo a livelli al limite della sfida. In questo modo ognuno sviluppa delle risorse interiori per far fronte a situazioni difficili. E questo potrebbe significare anche riuscire ad aprire il frigorifero, vedere una torta al cioccolato e fare la difficile scelta di non mangiarla. Per quanto lo studio abbia incluso un campione ampio di persone, i risultati dovranno essere confermati da studi clinici, randomizzati, e controllati, cioè eseguiti con un protocollo standard, proprio per verificare se può essere davvero vantaggioso aggiungere a un programma di controllo del peso la pratica dello yoga.

Fonti
Kristal AR et al.Yoga Practice Is Associated With Attenuated Weight Gain in Healthy, Middle-Aged Men and Women. Altern Ther Health Med. 2005 Jul/Aug;11(4)

 

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