Gotta, una malattia che tende a crescere a causa di una mancata cultura della buona alimentazione

Si manifesta con attacchi di artrite infiammatoria acuta, con arrossamento, gonfiore e dolore alle articolazioni.

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La Gotta nota come malattia del Re, indicando le persone che mangiano tanto, oggi colpisce chi fa uso del famoso cibo spazzatura.

Quando l’organismo non riesce a smaltire alcuni acidi nucleici (purine) aumentano i livelli di acido urico, che si deposita nelle articolazioni ed è quindi che oltre ai farmaci la differenza sta nella giusta alimentazione.

Si manifesta con attacchi di artrite infiammatoria acuta, con arrossamento, gonfiore e dolore alle articolazioni.

La dieta per l’iperuricemia è un regime alimentare finalizzato alla riduzione dei livelli di acido urico nel sangue; qualunque dieta per l’iperuricemia possiede 4 caratteristiche fondamentali:

  1. Abbatte l’introito di purine

  2. Aumenta significativamente l’apporto di acqua

  3. Elimina qualunque fonte di alcol etilico

  4. Induce o mantiene il normopeso e combatte l’obesità.

Gli alimenti che contengono più purine sono: alici o acciughesardineanimellefegatorognone, cervello, estratto di carneselvaggina.
Seguiti da quelli a medio contenuto di purinecarni, pollame, pescecrostaceisalumi e insaccati in genere; pisellifagiolilenticchieasparagispinacicavolfiori, funghi.
Concludendo con quelli a basso contenuto di purine: latte, uova, formaggi, ortaggi (eccetto quelli sopraelencati), fruttapasta e gli altri cereali (fatta eccezione per germe di grano e prodotti integrali).
Tenendo in considerazione che una dieta ricca di glucosio e suoi polimeri favorisce l’escrezione di acido urico, mentre una dieta ECCESSIVAMENTE ricca di fruttosio e grassi ne facilita la ritenzione. Ed inoltre ricordiamo che la dieta per l’iperuricemia e la gotta è spesso povera di fibra alimentare.

Come in molte altre malattie del metabolismo, anche per l’iperuricemia è stato dimostrato che i parametri biochimici subiscono un maggior beneficio dalla riduzione del sovrappeso/obesità piuttosto che dalla riduzione delle purine dietetiche.

Prevenire è meglio che curare

 

Nata a Napoli il 6 Luglio del 1970 ed ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche, presso l’Università Federico II di Napoli. Dottore di ricerca in Patologia Clinica, presso Policlinico Università Federico II di Napoli, inizia il suo percorso nel 1997, presso Cirio ricerche ”Produzione di latte delattosato per soggetti intolleranti al lattosio” per il CNR di Napoli. Dal 2003 presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli, sotto la direzione del Prof.re Paolo Ascierto, Valutazione post terapia della immunosoppressione tumorale in pazienti affetti da neoplasia in fase avanzata” Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori “Fondazione Giovanni Pascale” In collaborazione con il CROM e CNR di Avellino, continua il suo percorso di ricerca sul melanoma e indagini epidemiologiche sulla nutrizione” Progetto sull’educazione alimentare nelle scuole medie di Sperone (AV) per il CROM di Avellino” con oltre 30 pubblicazioni a suo nome Nazionali ed Internazionali, di cui alcune a suo primo nome. Dal 2006 sceglie la professione libera nel settore della nutrizione presso il suo centro Nutrizione&Benessere, sito a Casoria in via Leonardo Da Vinci 32, dove da direttore di estetica esercita un completamento estetico a quello nutrizionale e di ricerca, inoltre collabora con vari professionisti, seguendo percorsi nutrizionali che vanno dall’infanzia all’età senile, alla medicina estetica. Dal 2011-2013 con il Mo.D.A.V.I Onlus progetto scuole –Stile di vita e giusta alimentazione nelle scuole medie superiori della campania. Si avvale inoltre dell’analisi di Stress ossidativo, che viene eseguita presso la Federico II di Napoli, per poter elaborare diete antiossidanti. Oltre ad avere il suo centro a Casoria, la dottoressa esercita la sua professione, presso vari studi medici sparsi in tutta Italia, dalla Regione Calabria, alla Toscana al Veneto Dal 2015 diventa pubblicista per varie testate giornalistiche online, fino a conseguire nel 2020, il titolo di giornalista.

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