Malattie Rare: Berilliosi

Non esiste una cura per la berilliosi; gli obiettivi del trattamento consistono nel tentare di ridurre i sintomi e rallentare la progressione della malattia.

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La berilliosi, conosciuta anche come malattia da berillio o avvelenamento da berillio, è una malattia polmonare cronica, causata dall’esposizione al berillio  e suoi composti. Si distingue dall’intossicazione acuta da berillio, che è un evento raro. La condizione è incurabile, ma i sintomi possono essere trattati.

SINTOMATOLOGIA

A seguito di una esposizione singola o prolungata per inalazione di fini o dei suoi sali, i polmoni possono diventare sensibili al berillio. La berilliosi presenta un esordio insidioso con un decorso non del tutto evidente. Alcune persone divenute sensibili al berillio possono non accusare alcun sintomo. La continua esposizione provoca lo sviluppo di piccoli noduli infiammatori chiamati granulomi. I granulomi possono essere riscontrati in altre malattie croniche, come la tubercolosi e la sarcoidosi e quindi può essere difficile distinguere la berilliosi da questi diversi disturbi. Si noti, tuttavia, che i granulomi della berilliosi tipicamente sono non caseosi, cioè non caratterizzati da necrosi e quindi privi del caratteristico grossolano aspetto simile al formaggio. I primi sintomi sono in genere tosse e mancanza di respiro, inoltre spesso si riscontrano dolore toracico, dolori articolari, perdita di peso e febbre. Raramente, si verificano granulomi in altri organi, come nel fegato. L’insorgenza dei sintomi può variare da settimane fino a decine di anni dalla prima esposizione. In alcuni individui, una sola singola esposizione può causare una situazione di berilliosi.

TRATTAMENTO

Non esiste una cura per la berilliosi; gli obiettivi del trattamento consistono nel tentare di ridurre i sintomi e rallentare la progressione della malattia.

Sebbene non vi siano prove che l’astensione dall’esposizione al berillio diminuisca la progressione della malattia, ciò è ancora considerato un approccio accettato per il trattamento in qualsiasi stadio della malattia.

Le persone con fasi iniziali della malattia, senza alterazioni nella funzionalità polmonare o sintomi clinici, sono periodicamente monitorati con esami fisici, test di funzionalità polmonare e radiografie. Una volta che compaiono sintomi clinici o anomalie significative nei test di funzionalità polmonare, il trattamento consiste nella ossigenoterapia, nella somministrazione di corticosteroidi orali e di qualsiasi ulteriore terapia di supporto sia necessario.

(Fonte: Osservatorio Malattie Rare)

 

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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