Diagnosticare il carcinoma ovarico attraverso il respiro delle donne

«I risultati della ricerca sono promettenti perché il test ha discriminato le pazienti affette da carcinoma ovarico dai controlli sani»

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Un naso elettronico, dall’inglese electronic nose o e-nose, potrebbe essere efficace nella diagnosi del carcinoma ovarico. A suggerirlo è uno studio condotto dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano in collaborazione con l’Università statale di Milano. «I risultati della ricerca sono promettenti perché il test ha discriminato le pazienti affette da carcinoma ovarico dai controlli sani» ha spiegato il primo autore Francesco Raspagliesi, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. «Ci suggeriscono dunque che l’e-nose potrebbe essere una tecnica utile e non invasiva per la diagnosi del tumore dell’ovaio», che purtroppo ad oggi avviene spesso quando il cancro è già a uno stadio avanzato.

Nello studio è stato analizzato il respiro raccolto tra le 7 e le 7,30 del mattino di 251 donne, di cui 86 con carcinoma ovarico, 51 con diagnosi di masse benigne e 114 sane. Le partecipanti hanno effettuato, attraverso un boccaglio, un singolo respiro lento. In questo modo si è riusciti a raccogliere in una sacca il respiro alveolare, che può contenere delle sostanze organiche volatili che vengono prodotte nelle donne con il tumore a seguito della modificazione di processi metabolici. Il naso elettronico è riuscito a rilevare queste sostanze differenziando così le donne malate da quelle sane. «Questi risultati sembrano indicare una linea di ricerca assai promettente per una futura possibile diagnosi precoce di questi tumori e ci spingono a proseguire con ulteriori studi» ha affermato Raspagliesi. Il naso elettronico, come ha spiegato

Susanna Buratti, dell’Università di Milano e ultimo nome dello studio, grazie a sensori chimici aspecifici risponde in modo reversibile alle sostanze volatili. In seguito, software specifici acquisiscono ed elaborano i segnali prodotti in modo da avere “l’impronta olfattiva”. «Il naso elettronico simula il processo biologico di percezione dell’odore, rispetto al naso umano è altrettanto veloce (passano pochi secondi tra l’interazione con i sensori e la risposta), non è influenzato da variabili ambientali e dall’effetto di saturazione o adattamento e spesso è più sensibile» aggiunge. Il gruppo sta lavorando su un nuovo studio che disporrà di un naso elettronico ancora più sofisticato. «Ora che conosciamo l’esistenza di tracce della malattia nel respiro, dobbiamo identificare l’esatta natura dei composti volatili, che possono costituire dei marcatori utili per la diagnosi precoce del tumore ovarico» ha concluso Raspagliesi.

Cancers (Basel) 2020. Doi: 10.3390/cancers12092408
https://doi.org/10.3390/cancers12092408

 

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