Il tracciamento immediato dei contatti fondamentale per evitare una seconda ondata di Sars-Cov-2

A Pechino è stato possibile evitare l'espandersi di una seconda ondata di nuovo coronavirus nei mesi di giugno e luglio grazie a una pronta risposta, al tracciamento dei contatti e all'isolamento degli infetti.

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Secondo una lettera di ricerca pubblicata su Jama, a Pechino è stato possibile evitare l’espandersi di una seconda ondata di nuovo coronavirus nei mesi di giugno e luglio grazie a una pronta risposta, al tracciamento dei contatti e all’isolamento degli infetti. «Dopo 56 giorni consecutivi senza eventi di trasmissione locale a Pechino, il primo nuovo caso di Covid-19 è stato diagnosticato l’11 giugno in un uomo con età intorno ai 50 anni che presentava mal di testa, febbre e infiltrazioni alla Tc del torace, e che non aveva storia di viaggi o contatti con persone rientrate da viaggi» esordisce Zunyou Wu, del Chinese Center for Disease Control and Prevention di Pechino, che ha diretto il gruppo di lavoro.

Immediatamente è stato attivato il protocollo di rintracciamento dei contatti, e si è trovato un altro positivo, che condivideva con il caso indice alcuni collegamenti epidemiologici con il mercato agricolo all’ingrosso di Xinfadi nei 14 giorni precedenti. Il 12 giugno il mercato è stato chiuso, e tutti coloro che lavoravano lì, come anche i visitatori recenti, i contatti stretti dei casi e i residenti delle comunità circostanti, sono stati sottoposti a test Rt-Pcr. Gli esperti riferiscono che sono stati diagnosticati 368 casi di infezione da Sars-Cov-2 (33 asintomatici) di cui 272 avevano legami epidemiologici con il mercato. Infatti, 169 pazienti erano lavoratori del mercato e 103 erano visitatori, mentre i restanti 96 erano contatti stretti degli altri casi. Tra i 169 lavoratori del mercato, 79 erano venditori di pesce, 33 di frutta o verdura secca, 30 di carne, 14 di prodotti a base di fagioli e 13 erano addetti alle pulizie o autisti. L’intervallo dall’insorgenza dei primi sintomi (4 giugno) nel primo caso confermato all’allerta epidemica (11 giugno) è stato di sette giorni, e le misure di contenimento della comunità sono state implementate entro 24 ore. Dopo il 5 luglio non sono stati rilevati ulteriori casi. I ricercatori affermano che, nonostante i focolai di Wuhan e di Pechino fossero legati ai mercati, saranno necessarie ulteriori indagini per determinare la causa principale di queste situazioni. «I nostri risultati sottolineano comunque il vantaggio di una sorveglianza altamente sensibile, di una risposta immediata e di un rapido contenimento» concludono gli autori.

Jama 2020. Doi: 10.1001/jama.2020.15894
https://dx.doi.org/10.1001/jama.2020.15894

 

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