Drop: Meglio alto o basso? La differenza di altezza antero-posteriore (drop) è moda o reale utilità?

L’altezza del drop varia in base alla tecnica di corsa, al peso, allo stile , alla biomeccanica e alle preferenze di ciascun corridore

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La scelta del drop viene realizzata a seconda del tipo di specialità e dalla qualità dell’atleta. L’altezza del drop varia in base alla tecnica di corsa, al peso, allo stile , alla biomeccanica e alle preferenze di ciascun corridore. I velocisti utilizzano calzature con drop zero o negativo. Perché?

Per esaltare le caratteristiche elastiche dei tessuti (tendini e muscoli).

Questo comporta uno stress muscolare eccentrico, difficile da riprodurre per tempi lunghi e un notevole impegno del tendine d’Achille, dei muscoli tibiali e peronei. Aumentando la “richiesta” di potenza aumenta il differenziale antero-posteriore (drop), l’arto inferiore è sottoposto a meno stress, minor tensione del tendine d’Achille e ad allenamenti e gare su lunghe distanze. Altra considerazione riguarda la portanza dell’intersuola, ovvero la spinta verso l’alto che riceve il piede al momento dell’impatto, in virtù della risposta elastica dell’intersuola stessa. Più aumenta la portanza, maggiore risulta l’esaltazione delle caratteristiche elastiche dell’uomo.

Il Drop condiziona la formazione degli infortuni?

Per i principianti, no. Tuttavia, uno studio pubblicato nel 2016 sull’American Journal of Sports Medicine ha seguito tre gruppi di runners per sei mesi. Le scarpe che indossavano durante i propri allenamenti erano praticamente identiche, e differenziavano solo per il drop (di 0,6 e 10 mm). Circa il 25 percento di ciascun gruppo ha registrato un infortunio durante lo studio.

Va ricordato che a prescindere poi dall’altezza del drop o dalle caratteristiche di ogni corridore l’analisi del passo, con accurati strumenti di valutazione quali la pedana baropodometrica, effettuata dal podologo. Solo un’ attenta analisi personalizzata può evitare di predisporre l’atleta a lesioni e infortuni.

 

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Dott.ssa Marika Manera
Podologo e Podoiatra Attualmente, esercito la mia professione di podologo a : Sanremo, Pisa (Ponsacco), Bordighera e Alassio. Nel 2012 ho conseguito la laurea in Podologia presso l’Università di Pisa. Ho proseguito i miei aggiornamenti professionali in Spagna conseguendo nel 2015 la laurea quadriennale in Podologia presso l’Università Fub di Manresa (Barcellona). La formazione all’estero mi ha dato modo di confrontarmi con colleghi di livello internazionale in ambito di chirurgia podologica; ho appreso che solo una visione completa, non focalizzata solo laddove vi è il problema è la chiave per comprendere i meccanismi di compenso che il nostro corpo mette in atto. Durante la mia pratica clinica quotidiana tratto problematiche neuro-muscolo-scheletriche, podo-dermatologiche e biomeccaniche di pazienti in età pediatrica, adulti ed anziani.

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