Nuova Ricerca accanto all’Ausl nell’emergenza. Il direttore Celli: ”Ho offerto la disponibilità della clinica e lo rifarei”

La clinica medica ha affrontato e superato alla grande il banco di prova del Covid 19 garantendo subito massima collaborazione e tutto l’aiuto possibile all’Ausl Romagna.

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Ora di sedi ce ne sono tre: accanto alla prima, quella storica di via Settembrini a Rimini, si sono aggiunte Villa Verucchio e – da poco – anche Santarcangelo.

Nuova Ricerca, dunque, ha fatto tris. La clinica medica ha affrontato e superato alla grande il banco di prova del Covid 19 garantendo subito massima collaborazione e tutto l’aiuto possibile all’Ausl Romagna. In cambio di cosa? Di nulla. Neanche un euro. A dimostrazione che di fronte ad un’emergenza così vasta e drammatica occorre davvero ricorrere a quello spirito di unione in grado di assicurare la forza.

Noi ci siamo organizzati ben prima del lockdown – dice il direttore generale Giorgio Celli – ad inizio marzo avevamo già all’interno della clinica un triage con postazione all’ingresso con soluzioni per le mani, termometri per misurare la temperatura, mascherine e guanti. Siamo certamente stati tra i primi a predisporre le opportune misure di sicurezza”.

Poi?

Poi scoppia il bubbone e dopo il 9 marzo le attività ordinarie della clinica si fermano all’infuori del laboratorio analisi, la ginecologia e le sale operatorie solo per le urgenze. Il nostro lavoro è drasticamente diminuito, di oltre il 70% dal 12 marzo”.
Ma nonostante tutto…

Mi sono sentito in dovere di dare al direttore dell’Ausl Marcello Tonini la disponibilità di Nuova Ricerca. D’altronde la cassa integrazione era stata attivata solo per il personale di segreteria mentre per tutti gli altri che si sono dovuti fermare abbiamo scelto le ferie pregresse. Tutti gli altri sono rimasti in servizio, regolarmente pagati. Così, proprio per dar loro la possibilità di lavorare abbiamo offerto all’Ausl la struttura con tutte le sue potenzialità. Che ha accettato per le prestazioni di ginecologia ed urologia oltre a quelle sempre in essere e che non hanno mai smesso un giorno”.

E’ nato così anche il rapporto con la Protezione Civile?

Dai primi di aprile una tenda è davanti alla clinica. E’ una forma diversa di collaborazione rispetto a quella delle prestazioni mediche professionali, ma siamo sempre nell’ottica di fare le cose insieme”.

Direttore, ci spieghi bene: tutta questa attività di Nuova Ricerca come è stata remunerata?

Io ho offerto all’Ausl i servizi della clinica che dirigo. Ci siamo proposti noi. Non abbiamo voluto nulla, quindi. Abbiamo donato tutto con la struttura, con le sale operatorie e le tecnologie, ma anche con tutto il personale in servizio. Poi si è aggiunta la prestazione dei tamponi che si svolge il lunedì ed il sabato mattina. Nel frattempo abbiamo sempre mantenuto la postazione Triage e la tenda della Protezione Civile”.

Casi di positività o decessi?

Assolutamente no. Anzi, direi estremo rigore che ci ha permesso di avere una clinica sempre perfetta e pulita tanto che al momento dell’offerta l’Ausl non ha avuto tentennamenti e ha accettato subito. Non ci sono stati contagi tra il personale, tutte le misure di sicurezza sono state applicate alla massima potenza. Nella tenda dalle 7 alle 20 si alternano 3-4 persone nella massima e più rigida misura precauzionale”.

E ora?

L’impatto della malattia è diminuito di molto. A chi mi chiede se può riacutizzarsi la pandemia rispondo che non ho questo tipo di competenze. Ma sono sicuro che questa volta nessuno si troverebbe impreparato. E ho un’altra certezza: non ci sono più le condizioni di fare blocchi come quelli disposti durante la massima espansione del virus. Le famiglie sono in enorme difficoltà e di questo noi operatori della sanità dovremo prenderne atto. Cosa succederà ad ottobre? Un problema molto serio. Noi, come le dicevo, durante la pandemia abbiamo perso il 70% del fatturato tra marzo ed aprile. A maggio c’è stata una ripresa del 10-12%. Abbiamo allungato l’orario per i pazienti: dalle 7 alle 22 e dobbiamo sempre farci trovare pronti”.

Ci fermiamo qui anche se di cose da dire ce ne sarebbero ancora tante. La Nuova Ricerca ha dato il massimo pur avvertendo – come tanti – la sofferenza legata al momento drammatico vissuto. Ma una clinica come questa, già eccellenza ancor prima del Covid, ha confermato tutta la sua potenzialità legata ai professionisti e ai dipendenti in servizio unita all’umanità e alla bontà dei suoi vertici.

 

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Vittorio Pietracci
56 anni, marchigiano di Fermo vive in Romagna dal settembre del 2000. Giornalista professionista dal 1991, ha lavorato in quotidiani di diverse regioni (Marche, Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna) fino alla qualifica di caporedattore centrale. Tra le sue esperienze anche l'assunzione, quale esperto per l'informazione, presso l'ufficio di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale delle Marche dott. Alighiero Nuciari nei primi anni 90 e quelle radiofoniche presso alcune emittenti private sempre delle Marche.

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