Da un flavonoide naturale possibile nuova via per attaccare il coronavirus

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Secondo un articolo di opinione pubblicato su Frontiers in Microbiology, naringenin, un composto flavonoide naturale, presente per esempio negli agrumi e nei pomodori, potrebbe intervenire sull’attività virale di Sars-CoV-2, bloccando i canali endolisosomiali a due pori (Tpc). «Il ruolo svolto da questa famiglia di strutture nell’infezione virale e la fattibilità del blocco del virus della via intracellulare tramite l’inibizione dei canali sono secondo noi degni di approfondimento. L’analisi incrociata dei dati pubblicati, dei modelli e degli approcci sperimentali fornisce prove dirette e indirette a sostegno della nostra affermazione» spiega Antonio Filippini, dell’Università Sapienza di Roma, primo autore dello studio.

Lavori precedenti hanno infatti dimostrato che il canale Tpc2 è necessario per il rilascio del genoma virale di Ebola nella cellula ospite, e che gli inibitori del Tpc2 come la tetrandrina sono stati in grado di bloccare il virus e prevenire l’infezione in vitro e in modelli animali. Si è anche visto che gli inibitori farmacologici di Tpc2 e Tpc1 attenuano il traffico intracellulare di Mers-CoV attraverso il sistema endolisosomiale in un virione artificiale.
L’attività dei canali Tpc umani può essere inibita da naringenin, e, secondo gli autori, questo composto potrebbe essere studiato come arma potenziale e sicura. Si tratta di una molecola idrofobica, presente nella dieta e con bassa tossicità, in grado di attraversare le membrane biologiche e di raggiungere i compartimenti intracellulari in cui sono localizzati i Tpc. Naringenin ha dimostrato di poter ridurre la secrezione del virus dell’epatite C dell’80% e ha mostrato capacità interessanti di inibire la replicazione e l’infezione virale dell’influenza A, della dengue e di Zika. È stato anche riportato l’effetto antivirale di alcuni flavonoidi e in particolare di naringenin, che si esplica attraverso il blocco dell’attività delle proteasi virali in diversi modelli sperimentali. Inoltre, il composto ha dimostrato di migliorare l’infiammazione acuta, sopprimendo la produzione di citochine infiammatorie, e la fibrosi polmonare. Gli esperti sottolineano che proprio nel periodo in cui veniva revisionato il loro studio, altri gruppi di lavoro hanno confermato che Tpc2 è un attore chiave per l’ingresso di Sars-CoV-2 nelle cellule. «Queste considerazioni offrono una prospettiva su Tpc come specifici target molecolari, e supportano un ruolo per naringenin come blocco farmacologico dell’infettività Sars-CoV-2» concludono gli autori.

Front Microbiol 2020. Doi: 10.3389/fmicb.2020.00970

 

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