Il coronavirus ha cambiato tutto. Tu come stai? Uno studio cerca di capirlo

L'obiettivo è quello di avere un'idea di cosa le restrizioni sperimentate in questo periodo hanno comportato nei diversi Paesi e nelle diverse fasce di popolazione

#tagmedicina, studio

Come avete dormito nelle ultime due settimane? E’ cambiato qualche cosa per l’emergenza Covid-19?
Vi sentite più tesi? Quanto vi sentite nervosi e quanto attribuireste tutto questo alla paura del Coronavirus o all’isolamento? E’ stato difficile reperire guanti e mascherine?

Sono solo alcune delle domande a cui chiunque – adulti, ma anche bambini e adolescenti– può rispondere per prendere parte al COH-FIT (Collaborative Outcomes study on Health and Functioning during Infection Times, www.coh-fit.com). Si tratta di uno studio che vuole fotografare lo stato di salute psicofisica ai tempi del virus.

Un progetto nato dalla esperienza della pratica clinica dei suoi ideatori, Christoph U. Correll, Professore di Psichiatria del Bambino e dell’Adolescente al Charité Universitätsmedizin di Berlino e Marco Solmi, Psichiatra ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze all’Università di Padova e che ha coinvolto più di 200 ricercatori da tutto il mondo.

Lo studio COH-FIT, supportato da diverse società scientifiche di Psichiatria, è stato pensato per funzionare a scaglioni, con tre diverse ondate, così da catturare lo stato di salute dei partecipanti –rigorosamente anonimi – nel tempo. La prima parte, quella attuale, raccoglierà le risposte durante la fase pandemica, la seconda a sei mesi dall’inizio della fase post-pandemica, la terza a un anno. Tanti gli aspetti toccati dal questionario, a cui possono rispondere i bambini, in una versione ridotta e ovviamente adattata per i più piccoli e gli adolescenti con domande mirate a comprendere uso di tv, internet, videogiochi, qualità del sonno, livello di stress, frustrazione, ansia, perdita di appetito e motivazione, ma anche la
suscettibilità a pensieri ossessivi, suicidi o comportamenti aggressivi e autolesionistici. L’obiettivo è quello di avere un’idea di cosa le restrizioni sperimentate in questo periodo hanno comportato nei diversi Paesi e
nelle diverse fasce di popolazione, indagando l’eventuale aumento di disturbi psichici. Lo Studio, inoltre, si prefigge lo scopo di individuare sintomi e aree di salute più a rischio anche nei soggetti più fragili, cercando di trovare fattori protettivi o caratteristiche psicologiche modificabili.

 

CONDIVIDI
Dott. Francesco Monaco
Medico Chirurgo Specialista in Psichiatria - Psicoterapeuta. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e specializzato in Psichiatria presso l'Università degli Studi di Padova. Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivista costruttivista post razionalista. Co-autore di diversi articoli pubblicati su alcune delle più importanti riviste internazionali. Attualmente lavora presso la Struttura Residenziale Regionale per i Disturbi Alimentari "Mariconda" dell'ASL di Salerno.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome