La sieroterapia per combattere il coronavirus

Questi anticorpi rappresentano la memoria immunitaria del nostro organismo nei confronti dei microrganismi che lo hanno attaccato

#tagmedicina, sieroterapia

Questa epidemia ci ha consegnato, oramai, una granitica certezza; in Italia abbiamo una classe di professionisti sanitari (medici, infermieri, tecnici ed oss) eccezionale ma la controparte gestionale e di logistica non lo è purtroppo altrettanto. Il senso di incertezza e di disorganizzazione, appunto, logistica è sotto gli occhi di chiunque voglia mantenere una obiettiva lucidità libera da condizionamenti di qualsiasi tipo. Tutti parlano di tutto ma nessuno è in grado di parlare a nome di una unica comunità scientifica. In questo inquietante mare in tempesta ci sono medici che lavorano sodo senza preoccuparsi delle ribalte televisive e sono proprio questi medici che guidano equipe sanitarie che producono salute vera attraverso protocolli scientifici concreti ma anche geniali e coraggiosi. Ne abbiamo un esempio al San Matteo di Pavia ed all’ospedale di Mantova dove stanno sperimentando con successo un protocollo terapeutico che prevede l’utilizzo di siero prelevato da pazienti guariti da covid e lo iniettano in pazienti ancora colpiti dal virus. Lo stesso approccio era stato segnalato da medici cinesi di Wuhan all’inizio di questa epidemia ed anche li i risultati sembrano essere stati in linea con quelli registrati a Pavia ed a Mantova. La “sieroterapia” altro non è che l’utilizzo del siero che rappresenta la parte solubile e liquida del sangue in cui sono presenti gli anticorpi IgG.

Questi anticorpi rappresentano la memoria immunitaria del nostro organismo nei confronti dei microrganismi che lo hanno attaccato e sviluppano la difesa nei loro confronti in occasione di un secondo tentativo di infezione. Per cui somministrando siero contenente anticorpi neutralizzanti il covid-19, lo stesso virus viene debellato ed eliminato in circa 48 ore. Ad assicurarlo è il responsabile di questo protocollo al San Matteo di Pavia, Dott. Cesare Perotti, che afferma quanto sia efficace tale approccio terapeutico che ha curato e salvato decine e decine di pazienti tra Pavia e Mantova. La estrema professionalità di personale medico quale quello rappresentato da professionisti come il Dott. Perotti si contrappone tuttavia in modo  imbarazzante al sistema sanitario italiano considerato sotto l’aspetto logistico ed organizzativo. Se abbiamo raggiunto risultati terapeutici e certezze cliniche abbastanza avanzata e sedimentate non lo dobbiamo certo al sistema ma solo alla passione, al senso di sacrificio, alla genialità ed alle enormi competenze di questa formidabile classe di sanitari, se non la migliore al mondo certamente da  “podio”.

In italia non abbiamo uno straccio di sistema informatico di raccolta ed elaborazione statistica dei dati sanitari, non abbiamo una rete di ricerca clinica di base organizzata e strutturata in modo omogeneo ed uniforme, non abbiamo un sistema formativo continuo ma la formazione sostanzialmente si ferma al momento della laurea perché dopo è strutturata solamente in modo formale e banalmente burocratico.

Nonostante questo possiamo vantare risultati enormi in termini di innovazione tecnologica, protocolli terapeutici, assistenza sanitaria determinati tuttavia non tanto dal “sistema” quanto da un numero enorme di “eroiche” equipes sanitarie diffuse a macchia di leopardo pressoché uniformemente in tutto il territorio della penisola ma assolutamente slegate tra di loro. E’ auspicabile un deciso cambio di direzione di marcia, di “materiale” umano ed intellettuale ce n’è sicuramente in abbondanza.

 

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Dott. Marco Casadei
Si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna nel 1990. Specializzato a Bologna nel 1994 in Medicina del Lavoro. Ha conseguito un Master in "Bioetica Generale e Clinica" nel 2006 all'Università Politecnica delle Marche di Ancona. Nel 2016 ha conseguito un Master in "Nutrizione umana" a Roma con il Prof. Eugenio del Toma. Attualmente lavora come Medico di Famiglia a Bellaria Igea Marina (RN) e come Medico del Lavoro libero professionista.

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