Caffè: vediamo gli effetti benefici e i rischi

Circa il 75% delle persone, infatti, inizia la giornata sentendo il gorgoglio della moka e tanti sono coloro che si regalano questa coccola

tagmedicina,caffè

Na’ tazzulella e’ cafè acconcia a vocca”, così cantava Pino Daniele, e come dargli torto? Il caffè ha una tradizione lunghissima ed è amato in tutto il mondo. Circa il 75% delle persone, infatti, inizia la giornata sentendo il gorgoglio della moka e tanti sono coloro che si regalano questa coccola anche durante la giornata, come segno di convivialità e socialità.

Innanzitutto, è da sottolineare come la composizione del caffè dipenda da vari fattori, tra i quali la varietà dei chicchi, la miscelazione, le tecniche di torrefazione, il tipo di macinatura e la durata dell’estrazione oltre agli attrezzi usati. Tutte le miscele sono però accomunate da caratteristiche nutrizionali comuni, in particolare contengono circa 700 composti volatili – responsabili dell’aroma del caffè – e sostanze antinfiammatorie, antimutagene e antiossidanti, tra cui polifenoli, acidi organici, vitamine (A e C) e minerali (potassio, sodio, calcio, ferro e magnesio).

Tuttavia, le principali caratteristiche nutritive del caffè sono dovute alle proprietà della 1,3,7-trimetilxantina, meglio conosciuta come caffeina, sostanza stupefacente dall’effetto stimolante e psicoattivo. Tra i benefici è possibile annoverare:

·        l’effetto antiinfiammatorio: l’Institute for immunity, transplantation and infection della Stanford University in California ha evidenziato la capacità della caffeina di bloccare la proteina IL-1-beta, che causa processi infiammatori;

·        l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e su quella biliare: ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione;

·        l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa: numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione positiva tra consumo del caffè e diminuzione del rischio cardiovascolare. In particolare, secondo i dati dell’Institute for scientific information on coffee, diffusi in Italia dal Consorzio promozione caffè, il caffè aiuta a prevenire Alzheimer e Parkinson, nella misura circa del 27%.

·        l’effetto lipolitico: la caffeina stimola l’ossidazione dei grassi a scopo energetico e la termogenesi, in particolare quella indotta dagli alimenti;

·        l’effetto antidolorifico: gli scienziati del Boston Children’s Hospital hanno dimostrato come sia efficace contro il dolore cronico, perché consente l’afflusso di dopamina al centro del piacere del SNC, alleviando così la sensazione di malessere;

·        l’effetto anoressizzante e insulino-sensibile: il caffè diminuisce l’appetito e abbassa il rischio di diabete di tipo II del 25%;

·        l’effetto vasodilatatorio: la Società italiana di Andrologia ha dimostrato che stimola, attraverso un particolare processo chimico, il tessuto erettile e agisce come una sorta di viagra naturale tanto da ridurre fino a un terzo il rischio di disfunzione erettile.

I rischi invece sono dovuti ad un consumo massiccio di caffè:

·        l’effetto stimolatorio aumenta la produzione di succhi gastrici nello stomaco: è infatti controindicato a chi soffre di gastrite, ulcera o reflusso gastroesofageo;

·        l’effetto tonico e stimolatorio può risultare dannoso per chi soffre di ipertensione, insonnia o vampate di calore: un elevato consumo di caffè può portare a tachicardia, sbalzi della pressione e tremori;

·        l’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’anemia e l’osteoporosi.

Dunque quante sono le tazzine di caffè che è bene consumare quotidianamente? Il limite massimo giornaliero è di 5 espressi (60 mg di caffè l’uno) o 3 tazzine abbondanti di caffè della moka (85 mg di caffeina cad.) per l’uomo, mentre nella donna (dalla corporatura più esile) il limite viene leggermente abbassato a 3 caffè espressi al giorno o 2 tazzine abbondanti di caffè della moka, infatti non si deve dimenticare che la caffeina è contenuta anche nel tè, nel cioccolato e in altri 60 vegetali.

Le donne in gravidanza dovrebbero, invece, limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per il nascituro. Anche per i bambini fino a 6 anni è sconsigliato assumere bevande a base di caffeina in quanto gli eccitanti potrebbero inficiare il riposo, causare dolori addominali e contribuire al manifestarsi di tachicardia.

 

CONDIVIDI
Dott.ssa Marta Lezzi
Nata a Lecce il 09/03/1995. Laurea magistrale in Biologia curriculum Nutrizione Umana cum Laude presso l’Università del Salento nell’ottobre del 2018. Ha conseguito un master di II livello in Psicobiologia della nutrizione e del comportamento alimentare presso le università di Roma Tor vergata e Campus Biomedico cum Laude nel dicembre del 2019. Ha prestato il suo servizio presso centri specializzati in DCA dell’USL Umbria I e presso il servizio di dietetica e nutrizione clinica dell’ASL di Lecce. Attualmente svolge attività libero professionale come biologa nutrizionista a Lecce in Piazza Mazzini, 64.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome