L’ansia…Non deve spaventarti! Bisogna accoglierla e comprenderla

E’ importante capire che in realtà l’ansia nasce come un’alleata per la persona, è un meccanismo che viene auto-costruito per fermarsi.

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L’ansia è un qualcosa che abbiamo tutti e, questo, ci deve far dedurre che è funzionale all’esistenza umana. Nello specifico i problemi legati ad essa avvengono quando diventa troppa e non è più gestibile. Le domande da porsi, quindi, sono: “Perché la mia ansia è diventata troppa da essere disfunzionale per la mia vita? Cosa sta determinando questo sovraccarico? Qual è la fonte di tutto ciò?”

E’ importante capire che in realtà l’ansia nasce come un’alleata per la persona, è un meccanismo che viene auto-costruito per fermarsi. Non a caso spesso le persone che soffrono di disturbi legati all’ansia sono quelle che sono molto impegnate ad essere produttive, che si muovono nella loro esistenza a ritmo di “DEVO ESSERE, DEVO FARE, DEVO DIRE”.

Il bisogno di tenere tutto sotto controllo, infatti, è altamente correlato alla sovrapproduzione di ansia. Attraverso alcuni segnali, come ad esempio il fiato corto, il respiro spezzato, il sudore freddo, i giramenti di testa, l’insonnia, i fischi nelle orecchie, il tremolio degli occhi, il battito cardiaco accelerato, strane sensazioni nel petto e le gambe molli, l’ansia vuole mettere la persona in ascolto di se stessa.

Più la persona segue il suo ritmo frenetico di vita, più l’ansia alza il tiro con la sintomatologia. L’ansia, quindi, va ascoltata con coraggio, va accolta, non deve essere vissuta come un qualcosa di mostruoso da combattere.

Più si finisce a fare a braccio di ferro con essa e più diventa forte e bloccante. Non va evitata, serve a comprendere che devono essere attuati cambiamenti personali importanti, serve a capire che si sta andando in una direzione caratterizzata da un CONFLITTO INTERNO notevole.

Quando c’è una sovrapproduzione di ansia c’è sempre un conflitto interno tra lo stato dell’io genitore e lo stato dell’io bambino. Ogni volta che si presenta, serve a portare alla luce che nella vita c’è qualcosa che non va. E’ proprio per tutto questo che va ascoltata. Se ne andrà non appena la persona inizierà a fare cambiamenti nella sua quotidianità, quando prenderà in mano la sua vita. Se ne andrà quando la persona riconquisterà il piacere di vivere, quando non sarà vittima della paura del giudizio degli altri, della paura dell’abbandono e della paura del rifiuto.

Spesso, più la persona impara ad essere assertiva, a saper dire di NO, e più l’ansia svanisce. La produzione in eccesso è correlata, infatti, al processo dell’implosione. A volte la fonte dell’ansia è una crisi esistenziale in cui non si riesce a capire bene cosa si vuole essere e dove si vuole andare. Quando arriva l’ansia, quindi, con tutto il suo quadro sintomatologico, bisogna accoglierla e comprenderla…

E’ questo il segreto! In teoria nasce come alleata per recuperare la “propria strada”. Un obiettivo può essere quello di conoscere la propria ansia, ridimensionandone lo spazio che occupa ed il potere che ha, leggere il vero messaggio che porta e lo scopo delle sue visite.

 

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Consuelo Cesaroni
Psicologa Psicoterapeuta, Counselor, Formatrice. Specializzata come psicoterapeuta presso la Scuola di Formazione Quadriennale dell’Aspic di Roma si occupa di formazione in psicoterapia e nel counseling. Svolge attività clinica individuale e di gruppo. Lavora su temi relativi: •all’autostima e all’accettazione di sé, •alle difficoltà nel relazionarsi con gli altri (difficoltà scolastiche, crisi di coppia, difficoltà di rapporto genitori-figli), •ai disturbi d’ansia (crisi d’ansia, attacchi di panico, fobie, comportamenti ossessivi), •ai disturbi dell’umore (depressione, elaborazione del lutto, apatia, tendenza all’isolamento) •a problematiche e stress in ambito lavorativo. “La visione olistica accompagna tutti i miei interventi: sia quelli svolti nel setting terapeutico individuale e di gruppo che quelli in aula di formazione. Oggi la mia attività professionale si esplica soprattutto nell’ambito della psicoterapia clinica in ambito privato sia in contesti individuali che di gruppo. L’approccio terapeutico che utilizzo è quello Umanistico Esistenziale Integrato. L’idea è comunque quella di relazionarsi con l’unicità della persona che si ha davanti, umanizzando il processo terapeutico e costruendo un percorso su misura. Dopo diversi anni di attività, penso che la psicoterapia possa essere considerata un ottimo strumento di supporto per il Ben-Essere personale. Scopo di ogni percorso terapeutico è, infatti, offrire alla persona che si rivolge a me la possibilità di riflettere ed intervenire sul proprio rapporto con se stessa e col proprio modo di essere, sulla funzionalità delle proprie relazioni interpersonali, sul proprio rapporto di coppia, sulle proprie dinamiche in gruppo e sul proprio modo di vivere il contesto lavorativo. “

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