Ciuccio, che dilemma!!! Quale scegliere, quando toglierlo e perché!

L’utilizzo del ciuccio divide i genitori tra chi lo odia e chi lo ama ma facciamo un po’ di chiarezza!

Tagmedicina, ciuccio

Il Ciuccio quale, quando e perché. Il bambino, già dentro la pancia della mamma intorno alla 32° settimana di gravidanza, sviluppa il riflesso di suzione: deglutisce il liquido amniotico e spesso si osserva nelle ecografie la suzione del dito.

Quando il bambino nasce si alimenta tramite la quotidiana suzione del latte che prevede una postura linguale bassa a contatto con il labbro inferiore. Verso i 7-9 mesi il piccolo sostituisce questi movimenti con altri molto più complessi del cavo orale, come quelli di masticazione. La postura della lingua a riposo deve essere a livello della papilla retroincisiva, le labbra devono essere competenti e la respirazione deve avvenire tramite il naso.

Quale scegliere? Il ciuccio deve essere utilizzato solo dopo il primo mese di vita per non interferire con l’avvio dell’allattamento. Scegliere ciucci in silicone con il marchio bisfenolo 0%, morbidi e dalla forma piatta. Evitare ciucci in caucciù e dalla forma a ciliegia. Quando iniziano a spuntare i primi denti, attenzione a controllare più volte il ciuccio del vostro bambino che potrebbe rompersi.

Quando toglierlo? Tra i 7 e i 9 mesi il bambino sviluppa la capacità di mordere per cui è necessario che sperimenti movimenti più complessi con la bocca e la lingua, abbandonando la suzione. Bisogna ridurne l’uso  inizialmente durante il giorno perché interferisce con le sue attività di gioco e di esplorazione per poi passare alla notte. Tra i 24 e i 36 mesi il ciuccio deve essere abbandonato definitivamente. Prima di togliere il ciuccio è importante comprendere il motivo per cui il bambino vuole il ciuccio: magari per coccolarsi o per ricercare un’attenzione da parte dei genitori. Attenzione: togliere il ciuccio non deve far innescare altre abitudini viziate, come ad esempio il succhiamento del dito o di altri oggetti.

Perché toglierlo? L’utilizzo per tempi prolungati impone una postura linguale bassa, alterazioni importanti a livello dentale, palato ogivale, disturbi dell’articolazione e respirazione orale. A causa del ciuccio, la lingua è costretta a una posizione a riposo in avanti determinando come conseguenza dentale più evidente il morso aperto ovvero lo spazio presente a bocca chiusa tra denti superiori e inferiori. Ma anche il linguaggio ne risente: il ciuccio impedisce i movimenti linguali utili alla produzione di suoni come t, d, s, z, l, r.

Deglutiamo circa 2500 volte in una giornata. Facciamolo bene!

 

 

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Dott.ssa Giorgia Zaghini, Logopedista
Nata a Rimini il 12 novembre 1995. E’ una logopedista che si è laureata presso l’Università di Bologna nel novembre 2018. Sta continuando la sua formazione nell’ambito dell’età evolutiva, con particolare attenzione ai disturbi specifici di linguaggio, ai disturbi specifici dell’apprendimento e al disturbo dello spettro autistico. Si occupa inoltre di terapia miofunzionale secondo Garliner (modificato Andretta P.). Ad oggi lavora in libera professione presso il poliambulatorio medico Polihub360 di Dogana RSM, il centro medico Therapy di Rimini, il poliambulatorio medico Rimedical di Sant’Arcangelo di Romagna.

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