Dottore, posso prendere il caffè?

Alla domanda il caffè mi fa male? A questa domanda risponde l’articolo pubblicato recentemente su BMJ.

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Il Caffè contiene molte sostanze fra cui la più nota è la caffeina, la tazzina di espresso (circa 35 ml) fornisce 50 mg di caffeina, una tazzina di moka (50 ml) ne fornisce circa 120 mg., mentre in una tazza di caffè americano di 200 ml., 90 mg. Il chicco del caffè contiene circa 900 sostanze diverse: proteine, lipidi, carboidrati, minerali, vitamine, polifenoli. La tostatura determina l’aroma, ma comporta la denaturazione di parte delle proteine e  l’aumento della concentrazione di sostanze definite antiossidanti.

Recentemente è stata pubblicato sul BMJ una revisione sul caffè compiuta su 219 metanalisi, sia di studi osservazionali, che di studi interventistici. Sono state esaminate le associazioni tra il consumo di caffè e qualsiasi risultato sulla salute in ogni popolazione adulta in tutti i Paesi ed in tutti i settings; sono stati esclusi studi sui polimorfismi genetici relativi al metabolismo del caffè.

Il consumo di caffè era più spesso associato al beneficio che al danno in termini di risultati di salute; le stime riassuntive indicano che la maggiore riduzione del rischio era presente con assunzioni da tre a quattro tazze al giorno rispetto a nessuna, comprese tutte le cause di mortalità (rischio relativo 0,83, intervallo di confidenza al 95% (IC) da 0,83 a 0,88), mortalità cardiovascolare (0,81, IC da 0,72 a 0,90) e malattia cardiovascolare (0,85, IC da 0,80 a 0.90). Il consumo elevato di caffè è stato associato rispetto al basso consumo a un rischio inferiore del 18% di cancro incidente (0,82, IC da 0,74 a 0.89).

Il consumo di caffè  era anche associato a minor rischio di diversi tumori specifici , patologie neurologiche, metaboliche ed epatiche. Associazioni nocive sono state in gran parte annullate togliendo  dall’analisi il fumo come fattore confondente, tranne che in gravidanza, dove il consumo elevato di caffè contro consumo basso / nessun consumo è stato associato al basso peso al momento del parto (rapporto di probabilità 1,31, intervallo di confidenza del 95%, IC, 1,03-1,67), nascita pretermine e perdita della gravidanza (1,46, IC da 1,06- a1,99). E’ stata evidenziata anche un’associazione tra bere il caffè e il rischio di frattura nelle donne ma non negli uomini.

Gli autori di questa imponente rassegna comunque sottolineano la necessità di ulteriori studi randomizzati per capire se le associazioni osservate sono causali, ma, fatte salve le condizioni sopraccitate, il medico non solo può permettere, ma anche consigliare di bere il caffè.

 

Bibliografia

1-Redazione di “Alimentazione, Prevenzione & Benessere”. Il consumo regolare di caffè si conferma una fonte di benessere ad ampio spettro. Alimentazione, Prevenzione & Benessere. 2016, Anno III; 7:4-9.

2- Poole  R et al. Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes BMJ 2017;359:j5024

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Dott. Emilio Rastelli
Nato a Rimini e laureato presso l’Università La Sapienza di Roma con votazione di 110 su 110 e lode, specializzato presso la medesima Università in Reumatologia. Dirigente Medico Internista presso gli Ospedali di Pesaro e Riccione, Responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale di Riccione sino al maggio 2016. Autore di 76 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali. Relatore a numerosi convegni e congressi nazionali. Direttore Sanitario Poliambulatorio il Boschetto di Riccione e Libero Professionista presso ambulatori della prov. di Rimini.

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