La comunicazione nella separazione

Capire come si può comunicare nella separazione con i propri figli

tagmedicina, separazione

In un precedente articolo ho già trattato a grandi linee gli aspetti psicologici relativi ad una separazione quando sono presenti dei minori. Ora vorrei dare qualche semplice “dritta” affinché possa essere un pò più facile capire come si può comunicare nella separazione con i propri figli. Innanzitutto vorrei proporre l’idea che non è necessario nascondere la propria sofferenza al figlio. Io propongo sempre una chiara e semplice comunicazione onesta dei propri vissuti emotivi. Questo permette di cogliere l’autenticità e spontaneità nella relazione e rafforza la fiducia nella relazione stessa. Potrebbe essere quindi più proficuo dire: “Anche mamma e papà stanno soffrendo per questa situazione ma ciò non significa che i nostri problemi di coppia metteranno in secondo piano i nostri figli. Noi saremo sempre i vostri genitori, anche se saremo separati.” Ovviamente queste cose vanno contestualizzate. Se il partner è scappato via e non si fa più vivo con i figli non si può di certo dire una cosa del genere. Potrebbe essere più onesta una frase come questa “So che stai soffrendo molto perché papà/mamma non si fa sentire. Non conosco le ragioni per cui stia facendo ciò ma posso assicurarti che io non ti lascerò. Forse un giorno ti spiegherà come mai lo ha fatto e poi tu sarai libero di scegliere se perdonarlo oppure no.” Se è possibile fate in modo che i bambini capiscano che voi non gli state chiedendo di schierarsi dalla parte o di papà o di mamma. Loro dovrebbero essere al di là ed al di sopra dei vostri conflitti coniugali e per questo dovreste cercare di stare attenti a non strumentalizzarli. Se doveste accorgervi che ciò sta avvenendo potrebbe essere utile chiedere un supporto esterno che possa aiutarvi a mediare tra i coniugi per il bene dei figli. Anche se vi doveste trovare a dover organizzare una nuova routine per gestire i minori e vi accoregeste che tendete a cadere nel conflitto invece che cooperare per il bene dei figli provate a pensare se l’aiuto di un mediatore esterno potrebbe esservi d’aiuto per imparare a comunicare in modo più efficacie così da rispondere più adeguatamente ai bisogni dei vostri figli. Se è possibile cercate inoltre di non parlare male dell’altro genitore con i figli e di non sottolinearne le mancanze. I bambini potrebbero già percepirle e provarne sofferenza senza che vengano sottolineate. Provate invece a parlarne con l’altro genitore senza accusarlo della mancanza ma sottolineando invece che il bambino potrebbe soffrirne di quel tale comportamento. Cercate di ricordare sempre che ciò che è accaduto alla coppia appartiene alla coppia e non riguarda i figli della stessa. Invitate invece i minori a guardarvi in quanto genitori e quindi nella vostra relazione con loro. Ricordate la dove è necessario che non è di loro competenza giudicarvi in quanto coppia. Se vi rendete conto che il conflitto tra ex partner oscura il vostro essere genitori insieme provate a pensare che forse potete apprendere nuovi modi di essere genitori insieme anche se separati attraverso l’aiuto esterno di uno psicologo che può offrire supporto alla genitorialità.

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Dott.ssa Licia Negrini
Specializzata in psicoterapia sistemico-relazionale, la Dott.ssa Negrini Licia ha conseguito la specializzazione presso l’Istituto di Psicoterapia Sistemico relazionale I.S.C.R.A di Modena ed è iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Emilia Romagna. Si è laureata presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna e svolge attività di libero professionista di Psicoterapia in ambito individuale, di coppia, familiare e di gruppo. E’ autrice di articoli di divulgazione scientifica on-line presso la rivista Tagmedicina. E’ specializzata nel sostegno alla coppia ed alle famiglie dopo la perdita di un figlio, aborto, interruzione volontaria di gravidanza, infertilità di coppia, lutto complesso e nuove gravidanze dopo una perdita. Si occupa inoltre di dipendenze patologiche tra cui le ludopatie, le nuove dipendenze da internet ed il gioco d’azzardo patologico. Lavora nella negoziazione dei conflitti familiari e per la genitorialità condivisa nella separazione. Lavora con gli adolescenti e le loro famiglie nelle difficoltà del cambiamento del ciclo vitale ed offre consulenza e supervisione agli insegnanti per prevenire il bullismo, le ludopatie, l’isolamento sociale e le problematiche legate all’adolescenza. Si occupa inoltre di disturbi neurodegenerativi della terza età per offrire consulenza e sostegno alle persone con Alzheimer e demenze ed alle loro famiglie per migliorare la qualità della vita ed il benessere percepito. Svolge training di stimolazione della memoria e prevenzione alle demenze.

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