L’incontinenza fecale. Come risolvere il problema

Scopriamo la Proctologia attraverso la tecnica “Sphinkeeper”

tagmedicina, l'incontinenza fecale

L’incontinenza fecale, definita come l’incapacità di trattenere volontariamente gas e feci, fino a pochi anni fa era un problema sottostimato per un comprensibile atteggiamento di riserbo e discrezione a parlarne da parte dei pazienti. Da alcuni anni la situazione è cambiata, così anche questo problema è diventato oggetto di confronto con il chirurgo specialista. Sicuramente sono le donne le più interessate al problema, generalmente a partire da un’età di 50-55 anni. Le cause possono essere diverse; lacerazioni, esiti di chirurgia o debolezza del muscolo. Dove ci sono lesioni, si esegue un intervento di plastica ricostruttiva, ma in altre situazioni abbiamo a disposizione una nuova tecnica, lo Sphinkeeper. E’ una tecnica che si può usare primariamente o in aggiunta a quella ricostruttiva. I casi non sono ancora tantissimi ma stiamo ottenendo buoni risultati e la strada intrapresa sembra essere quella giusta. L’intervento consiste nell’inserire nello spazio inter sfinterico tra i due muscoli dell’ano dei cilindri, in genere dieci, che hanno la capacità, una volta impiantati, di aumentare di volume di circa sette volte. Questo aumento volumetrico contribuisce a serrare l’orifizio anale, nelle forme lievi e medie delle incontinenze si ottengono risultati molto buoni. IL paziente rimane ricoverato per due notti stando a riposo perché è molto importante che l’impianto sia monitorato e si stabilizzi sotto controllo medico. L’intervento è relativamente breve, se l’età è avanzata non ci sono controindicazioni e può essere eseguito in anestesia spinale o locale. A chi mi chiede se il problema si risolve definitivamente rispondo che questo ancora non lo possiamo sapere con esattezza perché la casistica è recente e ancora molto limitata. A distanza di mesi è comunque bene verificare la situazione con controlli ecografici. E’ invece certo che l’impianto è pressoché indolore.

CONDIVIDI
Dott. Stefano Canuti
Il Dott. Stefano Canuti classe 1949 si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bologna e si è specializzato in Chirurgia generale presso l'Università di Ancona e Chirurgia Vascolare presso l'Università di Trieste. Ha svolto attività continuativa in Chirurgia Generale presso il Presidio Ospedaliero di Rimini dal 1977 in qualità di Assistente Chirurgo e da Dicembre 1988 presso il Presidio Ospedaliero di Riccione in qualità di Aiuto di Chirurgia Generale. Dal 1980 è stato responsabile del Centro di Riabilitazione Stomizzati e dal 1983 dell'Ambulatorio di Proctologia e titolare del modulo di Proctologia dal 1993 al 1998. Dal 1999 è titolare di modulo di rilevanza Dipartimentale di Chirurgia colonproctologica” divenuto poi modulo di Elevata Professionalità in Coloproctologia. Dal luglio 2005 è responsabile Modulo organizzativo di Proctologia e Patologia del pavimento pelvico. Negli ultimi 10 anni a Vila Maria ha eseguito mediamente 650 interventi all’anno, in prevalenza chirurgia del pavimento pelvico e proctologia.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome