Il cibo. Aspetti psicologici dell’alimentazione.

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Tagmedicina, cibo con valenza emotiva

Qualora ci si rendesse conto che il cibo ha una valenza emotiva o consolatoria invito a parlarne con uno specialista. Attraverso il lavoro con uno psicologo ad esempio, sarebbe possibile esplorare le motivazioni che spingono l’individuo a mangiare ed individuare risorse e strategie per modificare il comportamento. Portare alla luce i propri traumi nascosti, le proprie ferite, i vissuti abbandonici, e la propria storia personale potrebbe favorire la costruzione di una modalità di utilizzo del cibo più sana.Tagmedicina, cibo come compensazione Potrebbe inoltre favorire l’acquisizione di nuove abilità personali e strategie di compensazione che interrompano il circolo vizioso appreso frustrazione\disagio psicologico + cibo= sollievo. Potrebbe anche essere uno strumento per acquisire maggiore consapevolezza di noi stessi e di come ci relazioniamo con gli altri e su quali siano i nostri miti interiori. Invito inoltre i colleghi che si occupano di alimentazione a vario titolo di prendere in considerazione la possibilità di collaborare con uno psicologo qualora non lo avessero già fatto. La capacità di costruire una rete di professionisti che collabora, si confronta e condivide il linguaggio comunicativo potrebbe essere favorevole alla prevenzione dell’obesità ed i disturbi alimentari. Senza voler scendere troppo nei dettagli sappiamo che esistono patologie legate all’alimentazione che possono essere molto gravi. Sappiamo inoltre che le patologie come l‘obesità possono comportare seri danni all’organismo come ad esempio disfunzioni all’apparato cardiocircolatorio per cui non  bisognerebbe sottovalutarla.   Il loro trattamento dovrebbe prevedere un approccio multi professionale per aumentare le possibilità di remissione della sintomatologia . Tale approccio multidisciplinare potrebbe essere un valido strumento per prevenire l’obesità infantile (in quanto insegnare stili di vita sani e consapevolezza sul proprio approccio al cibo ed ai vissuti ad esso correlato potrebbe creare genitori sani che tramandano modelli sani riducendo quindi quelle modalità di compensazione orale di cui parlavo prima). Colgo l’occasione per ribadire che questo articolo non ha pretese esaustive sull’argomento e che è sempre meglio affidarsi ad un professionista competente e formato. Per quel che concerne il campo delle discipline psicologiche ricordo che sono lo psicologo e lo psicoterapeuta le figure riconosciute come competenti in materia che possono fare diagnosi, riabilitazione, sostegno e prevenzione  nel disagio psicologico e nelle psicopatologie. Entrambe le figure per poter esercitare devono essere iscritte all’ordine degli Psicologi.

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Dott.ssa Licia Negrini
La Dott.ssa Licia Negrini è una Psicologa che si è laureata presso l’Università di Bologna in Psicologia Clinica. Sta continuato la sua formazione nell’ambito della Psicoterapia Familiare. Ha approfondito il tema del lutto e delle patologie ad esso correlato. Svolge attività di libero professionista presso il proprio studio a Cesena e collabora con alcune cooperative nell’ambito delle demenze anche attraverso corsi della memoria nel territorio e di supporto alle famiglie con anziani istituzionalizzati e non. Organizza percorsi di coppia, gruppo o individuali sulla genitorialità, sulla gestione dei conflitti o separazioni, sulle dinamiche familiari disfunzionali. Lavora attraverso interventi individuali, di coppia o familiari nei vari ambiti del disagio psicologico per promuovere benessere e aumento della qualità della vita anche attraverso l’esplorazione delle proprie risorse individuali,ambientali e sociali e l’individuazione di strategie più efficaci.

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