Fibre e benessere: attenzione ai falsi miti

Come regolarsi nell’assuefazione dei prodotti integrali

Le fibre sono assolutamente importanti per il benessere del nostro intestino e non solo; sono molto importanti anche per la salute in generale della persona in quanto contribuiscono a regolare il microbiota intestinale e di conseguenza incidono sulla salute generale della persona.

Il microbiota è l’insieme dei batteri che normalmente popola il nostro canale gastrointestinale; se questa variegata popolazione microbiologica si altera iniziano problemi di salute che non si limitano a patologie intestinali.

Per mantenere il microbiota in equilibrio e quindi in salute è necessario preoccuparsi della “sua salute” nutrendolo in modo adeguato. Esso si alimenta di fibre ed è per questo motivo che noi dobbiamo introdurle con la nostra dieta quotidiana. Gli alimenti più ricchi in fibre sono gli alimenti grezzi cioè poco raffinati (i cosiddetti cibi integrali), la frutta e la verdura.

La tipologia di fibre che così introduciamo sono sia di tipo solubile (più adatte alla gestione dell’assorbimento degli zuccheri) che di tipo insolubile (con questo tipo occorre fare attenzione per chi soffre di malattie infiammatorie intestinali quali  ettocolite ulcerosa o morbo di Crohn). Questi nutrienti così preziosi per la nostra salute si introducono attraverso l’assunzione di pasta, pane e riso integrali.

Occorre però fare una precisazione quando si parla di alimenti integrali in quanto sugli scaffali dei supermercati non sempre si trovano alimenti veramente integrali ma solo alimenti con aggiunta di crusca. La farina integrale, infatti, si deriva dalla molitura (processo di macinazione del chicco di grano) che si ottiene o attraverso un molino a pietra oppure attraverso un molino a cilindri.

La diversità tra questi due tipi di molini sta nel fatto che mentre il molino a pietra riesce a macinare “integralmente” il chicco mantenendone tutte le sue parti e cioè la parte esterna (crusca), la parte più interna (germe di grano) e la parte prevalente (endosperma); la molitura a cilindri non permette tale “integralità” in quanto conserva e lavora solo la parte prevalente ma disperde sia la crusca che il germe di grano.

In questo modo le farine lavorate a cilindri sono farine più raffinate e quindi non integrali. Questo tipo di farine quindi non è nutriente come quelle integrali e favorisce l’insorgenza di vari tipi di patologie quali il diabete, le malattie cardiovascolari e le neoplasie in particolare modo quelle intestinali.

Quindi una corretta alimentazione orientata al benessere suggerisce di aumentare l’introduzione giornaliera di almeno 30 gr. di fibra. Tale apporto sarebbe bene che derivasse sia dalla introduzione di pasta, pane e riso che di verdure e di frutta. In questo modo il bilancio nutrizionale per quanto attiene alla fibre sarebbe assolutamente equilibrato ed efficace.

CONDIVIDI
Dott. Marco Casadei
Si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna nel 1990. Specializzato a Bologna nel 1994 in Medicina del Lavoro. Ha conseguito un Master in "Bioetica Generale e Clinica" nel 2006 all'Università Politecnica delle Marche di Ancona. Nel 2016 ha conseguito un Master in "Nutrizione umana" a Roma con il Prof. Eugenio del Toma. Attualmente lavora come Medico di Famiglia a Bellaria Igea Marina (RN) e come Medico del Lavoro libero professionista.

CONTATTA L'AUTORE DELL'ARTICOLO:

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome