Influenza come comportarsi: vaccinarsi in tempo prima che sia troppo tardi

Pesce e agrumi da integrare, prevenzione lavandosi spesso le mani

Siamo ormai alle porte del più classico malanno di stagione: l’ influenza. Tra poco gli ambulatori dei medici di famiglia si riempiranno di persone con i consueti sintomi influenzali (febbre, dolori osteomuscolari, mal di testa, raffreddore, mal di gola…). Occorre sapere cosa fare.

Per prima cosa sarà necessario prendere in considerazione il principale presidio preventivo per questo tipo di malattia e mi riferisco alla vaccinazione antinfluenzale che sarà disponibile come sempre presso i vostri medici di famiglia da circa metà novembre.

È importante sapere che la copertura che fornisce il vaccino diventa completamente attiva dopo circa 10-15 gg dalla data di vaccinazione, per cui occorre vaccinarsi in tempo prima che l’epidemia influenzale raggiunga il picco. Questo avviene solitamente verso la metà di gennaio e dura circa un mese per poi decrescere.

È buona norma aggiungere alla vaccinazione antinfluenzale una integrazione con achilgliceroli (sostanze presenti in alcuni pesci) che rafforzano il sistema immunitario in sinergia con il vaccino e assumere una dieta ricca di agrumi in quanto contenenti vitamina C che, anch’essa, stimola il sistema immunitario.

Sempre per prevenire l’episodio influenzale è consigliato lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone appena si rientra in casa e tenere sempre a disposizione una confezione di gel disinfettante per disinfettarsi sempre le mani più volte al giorno.

Recenti studi hanno visto che l’applicazione di questo semplice accorgimento riduce il rischio di contagio di circa il 50%. Altro importante avvertimento da seguire scrupolosamente è quello di non assumere antibiotici all’esordio della malattia in quanto, poiché la causa dell’influenza è un microrganismo virale, non agiscono nei confronti dei virus e risulterebbero assolutamente inutili.

Nei primi giorni di influenza si raccomanda riposo assoluto ed utilizzo di farmaci sintomatici come gli antinfiammatori (FANS) come aspirina, paracetamolo od altri. L’accortezza è sempre quella di assumerli a stomaco pieno e dosaggio adeguato.

Se poi isintomi, soprattutto la febbre, dovessero persistere senza diminuire per oltre tre gg allora si renderebbe assolutamente opportuno farsi visitare dal proprio medico di fiducia per valutare la possibilità di una complicazione e, in questo caso, impostare la terapia più adeguata.

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Dott. Marco Casadei
Si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna nel 1990. Specializzato a Bologna nel 1994 in Medicina del Lavoro. Ha conseguito un Master in "Bioetica Generale e Clinica" nel 2006 all'Università Politecnica delle Marche di Ancona. Nel 2016 ha conseguito un Master in "Nutrizione umana" a Roma con il Prof. Eugenio del Toma. Attualmente lavora come Medico di Famiglia a Bellaria Igea Marina (RN) e come Medico del Lavoro libero professionista.

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