Il bagno dopo mangiato? Si se ascoltiamo il nostro corpo

Si può andare in acqua dopo aver mangiato? E quanto tempo bisogna aspettare per l’agognato tuffo? Ci sono diverse correnti di pensiero sull’argomento.

Quante volte da ragazzini ci siamo sentiti rispondere dai nostri genitori in maniera contraria al nostro volere alla domanda: “Posso andare a fare il bagno?”. Il problema era e resta quello del mangiare.

La più recente corrente di pensiero è quella di Riccardo Ristori, apparsa anche su diversi quotidiani nazionali, medico e direttore scientifico della Salvamento Academy. Ristori sostiene che il solo parametro da seguire per immergersi in acqua non sarebbe il tempo trascorso dall’ultimo pasto ma il proprio grado di benessere fisico.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma se mi sento bene e mi sono mangiato tre piatti di gnocchi come faccio ad andare a fare il bagno? Per l’esperto “bisogna ascoltare il proprio corpo” con intelligenza e obiettività. Solo quella sensazione può costituire il termine giusto per decidere cosa fare.

“Il nostro fisico, se è in condizioni di salute, è perfettamente in grado di stare nell’acqua e contemporaneamente di svolgere e completare il fisiologico processo digestivo“, ha spiegato Ristori. L’incubo congestione quindi svanisce. I bambini devono essere sempre sorvegliati, gli adulti arginare l’insorgenza di ictus, infarti o convulsioni che si manifestano casualmente in acqua.

E non esiste, sempre secondo l’esperto, neanche il pericolo dello choc termico che caratterizza la congestione perché in questo caso il rischio sussiste solo quando la temperatura dell’acqua è al di sotto dei 5 gradi e non è certo il caso del nostro Adriatico o dei nostri mari italiani.

Quindi la prudenza è legittima, la convinzione che faccia male tuffarsi dopo uno spuntino va valutata secondo ogni  singolo soggetto. Mai comunque azzardare o rischiare specie se si è soli. Questo non lo consiglia l’esperto, ma l’intelligenza.

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