Quando il cibo nutre e cura e quando fa male

Numerosi studi evidenziano come il regime alimentare influenza fortemente il rischio di svariati tipi di cancro, di patologie cardiovascolari, neurodegenerative e diabete.

La relazione che intercorre tra il cibo e le malattie cronico-degenerative è sempre più consistente. L’eccesso di cibo o la sua mancanza alterano il funzionamento del metabolismo e, oltre a rischiare di essere in sovrappeso o denutriti, andiamo in contro a malattie correlate a stati come: diabete, artrite, malattie cardiache, etc.

L’evidenza epidemiologica ci suggerisce che una dieta adeguata, associata a un corretto stile di vita, è in grado di ridurre il rischio delle principali malattie degenerative. Ma qual’è questa dieta “sana ed equilibrata” da seguire?

Colleghi nutrizionisti e dietologi oggi affermano e sostengono tutto ed il contrario di tutto: una linea di condotta univoca è pressocché impossibile in quanto ciascuno ha proprie convinzioni in merito a quello che può essere considerato uno stile alimentare “equilibrato e salutare”. Sul web si trova un universo di informazione in merito all’argomento nutrizione e cibo e questo genera disinformazione, confusione e smarrimento quando le ricerche non sono fatte nel modo corretto e poco supportate da un punto di vista scientifico.

Quindi ci domandiamo: ci si può ammalare per una dieta sbagliata o per dei cibi non sani? si può guarire solo con il cibo? oppure si può evitare davvero di ammalarsi mangiando in modo equilibrato e sano? Ci si ammala sia a causa di cibo non sano che di una dieta poco equilibrata ed anche per uno stile di vita errato (ambiente malsano, inquinato, fumo, alcool). 

In caso di una malattia degenerativa, il cibo diventa certo terapia che va sicuramente integrato con delle medicine o altre terapie. Si può tuttavia abbassare il rischio di ammalarsi seguendo uno stile di vita sano e in “armonia con se stessi”.

Ad esempio, per quanto riguarda i tumori, nell’ambito delle attuali conoscenze, è noto che
l’alimentazione da sola pesa circa un 20% (insieme ad altre cause come il fumo di tabacco, l’alcool, l’inquinamento ambientale etc.) sulla potenziale insorgenza della malattia neoplastica.

La strategia della prevenzione dei tumori passa quindi anche da una “buona dieta”. Già nel 1997 il World Cancer Research Fund e l’American Institute for Cancer Research avevano
dettato le proprie raccomandazioni per uno stile nutrizionale anticancro. Al primo posto si raccomanda di scegliere alimenti prevalentemente di origine vegetale, con un’ampia varietà di verdure e frutta, di legumi e di cereali in chicchi o sotto forma di pane, pasta o polenta integrale. L’uso abituale della carne rossa è invece fortemente sconsigliato. Da evitare anche il consumo di carni o pesci cotti a elevate temperature, alla griglia o affumicati.

Il problema” spiega il Prof. Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Tumori di Milano ed esperto nutrizionista: “non è tanto convincere la popolazione a cambiare modo di mangiare, il problema è il cambiamento di tutto quello che ruota attorno al pianeta cibo, a cominciare dagli interessi economici della produzione e della distribuzione”. Certo è che secondo i diversi studi è altissima la percentuale di tumori che potrebbe essere evitata attraverso una buona alimentazione.

E’ doveroso sottolineare che al di là dell’alimentazione esistono molti altri modi di prevenzione del cancro, tra cui importantissimi sono i programmi di screening messi in atto dal Ministero della Salute (www.salute.gov.it) : in particolare per cancro al seno, cervice uterina e colon-retto.

E’ importante non sottovalutare questi metodi diagnostici, e non continuare a rimandare questi esami se è arrivato a casa l’avviso che vi ricorda di farli: la prevenzione è sempre meglio della cura.

 

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