𝐍𝐎𝐍 𝐄’ 𝐋𝐀 π†πŽπ‚π‚πˆπ€, πŒπ€ π“π”π“π“πŽ ππ”π„π‹π‹πŽ 𝐂𝐇𝐄 π‡π€πˆ π€π‚π‚π”πŒπ”π‹π€π“πŽ π…πˆππŽπ‘π€.

- Adv -

È un dato di fatto accertato e che a volte finisce in tragedia, essere attratti da partner, o amicizie del tutto inadatti a noi e ciò avviene per precisi motivi.

Moderni studi psicologici sono in grado oggi di spiegare che non si tratta ne’ di masochismo, nΓ© di bassa autostima, almeno non nel modo in cui comunemente si crede.
È qualcosa di piΓΉ profondo e scomodo: ‘Γ¨ la necessitΓ  di essere riconosciuti per quello che crediamo davvero di essere’.
Ecco come funziona…

William B. Swann, professore di “Psicologia sociale”, presso l’Universita’ del Texas, Austin, nel 1983 ha pubblicato una ricerca: “When our identities are mistaken: Reaffirming self-conceptions through social interaction” che ha cambiato ogni prospettiva conosciuta. Ha dimostrato che le persone non cercano solo approvazione dagli altri.
Cercano coerenza. Anche quando quella coerenza va contro ciΓ² che Γ¨ meglio per se stessi.
Come dire che, se dentro di sΓ© esiste la convinzione di non meritare attenzioni, amore, un partner troppo gentile ed amorevole crea una dissonanza, dentro di noi.
Non riusciremo a ‘vedere noi stessi’ in quella persona.
È davvero come guardare, cioè cercare affannosamente il proprio essere in uno specchio (gli occhi altrui).
E quella dissonanza Γ¨ insostenibile, piΓΉ del rifiuto stesso.
Swann ha chiamato questo meccanismo ‘self-verification theory’: le persone con una immagine negativa di sΓ© preferiscono feedback negativi, perchΓ© confermano la loro identitΓ .
Non cercano di stare male. Cercano di rimanere coerenti a se stesse.
Nel 1992 Swann, W., Stein-Seroussi, A., & Giesler, R., hanno pubblicato uno studio: “Why People Self-Verify”, ponendo in evidenza come coloro che possiedono una bassa autostima, tendono a scegliere partner critici, centrati sul proprio appagamento, piuttosto che affettuosi, o tolleranti.
E questo, non perchΓ© i primi godano della sofferenza.
BensΓ¬ costoro, si sentono ‘visti’ solo nello sguardo che riflette chi loro stessi pensano di essere.
Esther Perel, Terapeuta della coppia e della Famiglia, a New York e docente del programma ‘International Trauma Studies’ della Columbia University, nella pubblicazione ”Mating in Captivity”, del 2006 descrive come spesso si ricerchino, nelle relazioni adulte, le dinamiche emotive che si sono interiorizzate da bambini.
Questo si ripete anche quando quelle dinamiche ci hanno ferito: perché lì, paradossalmente ci si sente a casa.
Quindi: non Γ¨ questione di imparare ad amarsi. NΓ© di studiare tattiche di inseguimento. NΓ© di imparare a diventare freddi, o cinici.
Il punto cruciale Γ¨ quello di decidere, se la coerenza con chi crediamo di essere valga piΓΉ della possibilitΓ  di diventare qualcun altro.
Ovvero, in parole semplici si puΓ² scegliere tra due opzioni: restare fedeli all’idea fissa che abbiamo di noi, oppure rischiare di cambiare, per scoprire una nuova versione di sΓ©.
È il dilemma tra la sicurezza di ciò che sei e la paura, o la libertà del cambiamento.
E quella scelta nessuno puΓ² farla, se non noi stessi.

FONTI:
-Journal of Personality and Social Psychology
-Scirp.org
-Springer.com
-Researchgate.net
-Experts.utexas.edu
-Psycnet.apa.org
-Link.springer.com
-Journals.sagepub.com
-Estherperel.com
-Abebooks.com

​

Maddalena Matilde Magda Della Serra
E' stata Docente di Lettere Antiche presso i Licei di Roma, Assistente di β€œPaleografia e Diplomatica” presso l’Universita’, Revisore di articoli giuridici ed esegesi delle fonti del diritto presso l’Enciclopedia Giuridica Treccani. Ha perfezionato gli studi con Master e Corsi. Attualmente in Quiescenza, nello Stato si dedica alla libera passione per il Giornalismo e per la Scrittura Creativa

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui