La sterilità di coppia è una condizione complessa che può avere molteplici cause e un impatto significativo sulla vita di chi ne è affetto. Sebbene la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) sia una strada spesso necessaria e risolutiva, è fondamentale considerare che il percorso verso la genitorialità, o l’accettazione di altre forme di genitorialità, va ben oltre le sole tecniche mediche e biologiche. In uno scenario italiano in cui la PMA oggi è entrata nei LEA , quindi fruibile dal servizio sanitario, si rischia veramente di andare verso l’abuso della tecnologia a scapito della buona diagnostica clinica e della corretta terapia medica.
Ecco alcuni aspetti importanti da considerare quando si parla di infertilità di coppia “non solo PMA!”:
1. Diagnosi e ricerca delle cause:
Prima di approdare alla PMA, è essenziale condurre un’indagine diagnostica approfondita per identificare le cause dell’infertilità. Spesso, queste cause possono essere trattate con interventi meno invasivi. Alcuni esempi includono:
* Fattori femminili:
* Problemi ovulatori: Squilibri ormonali (es. PCOS, disfunzioni tiroidee), che possono essere gestiti con farmaci per indurre l’ovulazione (es. Clomifene citrato, gonadotropine).
* Patologie uterine o tubariche: Endometriosi, fibromi uterini, aderenze pelviche, ostruzioni tubariche, che possono richiedere interventi chirurgici (laparoscopia, isteroscopia) per ripristinare la funzionalità degli organi riproduttivi.
* Infezioni: Malattie sessualmente trasmissibili o altre infezioni pelviche che possono danneggiare gli organi riproduttivi e necessitano di terapia antibiotica.
* Fattori maschili, ovvero “L’altra faccia della luna” :
* Problemi di produzione o qualità degli spermatozoi: Oligospermia (basso numero), astenospermia (ridotta motilità), teratospermia (anomalie morfologiche). Le cause possono essere genetiche, ormonali, infettive (es. prostatiti, epididimiti), varicocele (che può essere corretto chirurgicamente).
* Problemi di trasporto degli spermatozoi: Ostruzioni dei dotti deferenti, assenza congenita dei vasi deferenti.
* Disfunzione erettile o eiaculatoria: Che possono essere trattate con farmaci o terapia sessuale.
* Fattori combinati:
In molti casi, l’infertilità è dovuta a problematiche presenti in entrambi i partner.
* Infertilità idiopatica (sine causa):
Circa il 15% delle coppie non presenta una causa chiara dopo gli esami diagnostici. Anche in questi casi, possono essere tentate terapie mediche o chirurgiche prima della PMA.
2. Interventi e stili di vita:
Molte volte, prima o in parallelo alla PMA, si possono adottare misure che migliorano la fertilità in modo naturale:
* Alimentazione equilibrata: Una dieta sana e bilanciata, ricca di vitamine e minerali, può influire positivamente sulla fertilità maschile e femminile. L’acido folico e la vitamina D sono particolarmente importanti.
* Mantenimento di un peso corporeo sano: Sia l’obesità che il sottopeso possono influenzare negativamente la fertilità.
* Attività fisica regolare: Moderata e costante.
* Eliminazione di abitudini nocive: Fumo, alcol e droghe possono ridurre significativamente le possibilità di concepimento.
* Gestione dello stress: Lo stress cronico può avere un impatto sulla fertilità. Tecniche di rilassamento, mindfulness, yoga o altre attività possono essere d’aiuto.
* Farmaci per l’induzione dell’ovulazione o il miglioramento della qualità spermatica: In alcuni casi, come menzionato sopra, farmaci specifici possono essere efficaci.
* Timing dei rapporti sessuali: Consigli per ottimizzare le possibilità di concepimento, ad esempio monitorando l’ovulazione.
3. Supporto psicologico e/o “comunicazione ipnotica”:
L’infertilità è un’esperienza emotivamente molto difficile che può generare ansia, frustrazione, senso di colpa, isolamento, rabbia e depressione in entrambi i partner e mettere a dura prova la relazione di coppia. Il supporto psicologico è un pilastro fondamentale, spesso trascurato, che va ben oltre la PMA:
* Gestione dello stress e delle emozioni: Aiuta a elaborare il dolore, la delusione e l’incertezza legati al percorso.
* Miglioramento della comunicazione di coppia: L’infertilità può creare tensioni e incomprensioni. Un terapeuta può aiutare i partner a esprimere i propri sentimenti, a sostenersi a vicenda e a mantenere una relazione solida.
* Elaborazione dell’identità e della genitorialità: Molti individui e coppie si confrontano con la propria identità di genere e con le aspettative legate alla genitorialità. Il supporto psicologico può aiutare a rielaborare questi concetti e a esplorare altre forme di genitorialità.
* Processo decisionale: Aiuta le coppie a prendere decisioni informate e consapevoli riguardo ai trattamenti, ai loro limiti e alle alternative.
* Supporto in caso di fallimento dei trattamenti: È cruciale per elaborare il lutto e trovare nuove prospettive di vita.
* Esplorazione di altre opzioni: Qualora la PMA non sia possibile o non vada a buon fine, il supporto psicologico può accompagnare la coppia nell’esplorazione di percorsi alternativi come l’adozione o la donazione di gameti (eterologa), o nell’accettazione di una vita senza figli biologici.
* Terapia di gruppo: Permette di condividere esperienze con altre coppie che affrontano situazioni simili, riducendo il senso di isolamento.
4. Altre prospettive di genitorialità:
È importante ricordare che la genitorialità non si limita alla via biologica. Per molte coppie, l’infertilità può portare a considerare:
* Adozione: Un percorso che permette di accogliere un bambino e costruire una famiglia.
* Affido familiare: Un’opportunità di offrire un ambiente sicuro e amorevole a un bambino in difficoltà.
* Donazione di gameti (ovuli o spermatozoi) o embrioni: Sebbene rientri nella PMA, per molte coppie è un’opzione che permette di vivere la gravidanza e la genitorialità pur non avendo un legame genetico completo.
In sintesi, l’infertilità di coppia richiede un approccio clinico e talora anche olistico che vada oltre la mera applicazione delle tecniche di PMA. Un percorso completo dovrebbe includere una diagnosi accurata, la valutazione di trattamenti meno invasivi, l’adozione di stili di vita sani e, soprattutto, un adeguato supporto psicologico per affrontare l’impatto emotivo e relazionale, nonché per esplorare tutte le possibili vie verso la realizzazione del desiderio di genitorialità.








