In ambito medico-scientifico ci sono discipline ancora poco conosciute, non perché meno importanti delle altre ma per la loro peculiarità e complessità. Una di queste è l’Immunoematologia. Trattasi di una branca sia dell’immunologia che dell’ematologia che nasce agli inizi del Novecento, quando la scoperta dei gruppi sanguigni da parte di Karl Landsteiner rivoluzionò la medicina trasfusionale, rendendo possibili trasfusioni sempre più sicure e aprendo la strada allo studio delle interazioni tra sangue e sistema immunitario. Attraverso test diagnostici specifici, l’Immunoematologia analizza i fenomeni immunologici che coinvolgono il sangue e i suoi componenti, al fine ultimo di poter diagnosticare patologie immunoematologiche per evitare reazioni avverse da parte dell’organismo durante una trasfusione che potrebbero comportare anche conseguenze molto gravi.
È ben noto che le componenti del sangue, nello specifico: i globuli rossi, le piastrine e il plasma rappresentano dei veri e propri prodotti biologici di origine umana destinati all’uso terapeutico e che in quanto tali, quando vengono utilizzati allo scopo di curare un paziente, nel momento in cui entrano in contatto con l’organismo, nello specifico con il sistema immunitario del paziente/ricevente, devono possedere caratteristiche di compatibilità tali che il sistema immunitario del ricevente stesso li deve “accettare”. Affinchè tutto ciò sia possibile, per mettere in sicurezza lo stato di salute del paziente/ricevente, il biologo e il medico in ambito immunoematologico, operano in stretta collaborazione. Il biologo legge ed interpreta il linguaggio delle cellule e degli anticorpi, attraverso test immunoematologici eseguiti principalmente attraverso l’uso di strumentazione completamente automatizzata e in presenza di casi clinici con quadri immunoematoalogici complessi avvalendosi di test eseguiti con metodica manuale. Interpreta i risultati allo scopo di identificare l’eventuale presenza di anticorpi che potrebbero comportare, in seguito ad una trasfusione una reazione immunitaria di diversa entità fornendo al medico la soluzione a situazioni cliniche che molte volte appaiono come dei veri e propri rebus. Il medico a sua volta traduce queste informazioni in decisioni cliniche che possono fare la differenza per il paziente, mettendo in correlazione i dati laboratoristici con il quadro clinico del paziente/ricevente per valutare quali dovranno essere gli schemi terapeutici da seguire.
Sebbene spesso rimanga lontana dai riflettori, l’Immunoematologia svolge un ruolo fondamentale nella pratica clinica quotidiana. Diagnosi accurata, terapia personalizzata e trasfusioni sicure raccontano il lavoro silente dell’Immunoematologia, una disciplina che continua a proteggere la salute dei pazienti attraverso la conoscenza del sangue e dei suoi complessi meccanismi immunologici








