Lo scorso 30 aprile ho pubblicato su Tagmedicina un articolo in cui ho spiegato in maniera scientifica i meccanismi epigenetici coinvolti nell’ovodonazione e che fanno si che quella mezza cellula donata (l’ovocita) venga amalgamata nell’organismo della ricevente tanto da renderla propria. Tutto ciò grazie ad un direttore d’orchestra che viene fornito dalla ricevente stessa, vale a dire il mRNA. Ecco quindi che l’ambiente uterino, come si suol dire, fa da padrone e l’embrione diventa parte integrante di quell’organismo e finalmente nasce una nuova mamma.
Per fare capire meglio alle mie pazienti che di affacciano alle procedure di PMA eterologa femminile (ovodonazione) sono solito usare una metafora musicale:
La Genetica (Donatrice): Fornisce lo spartito e il pianoforte (le istruzioni di base).
L’Epigenetica (Ricevente): È il pianista. Decide quale intensità dare alle note, quali passaggi enfatizzare e quali tasti non toccare affatto.
Il risultato finale — la melodia, ovvero il bambino — è influenzato in modo determinante da chi “suona” lo spartito durante i nove mesi di gestazione.
Ecco come può tornare utile al clinico l’utilizzo di semplici metafore per rendere più accessibili a tutti le complessità scientifiche del nostro lavoro.








