Le psicosi post pandemiche non hanno fine e tra chi ha il terrore di una nuova pandemia e chi invece crede sia l’ennesimo complotto per inoculare vaccini tossici, cerchiamo di fare chiarezza anche se gli articoli su questo virus sono a dozzine e dicono tutte la stessa cosa: rischio bassissimo di contagio, ancor meno di epidemia.
Gli Hantavirus sono una famiglia di virus che conosciamo da tempo e che infettano i roditori soprattutto nel Nord, Centro e Sud America, con qualche ceppo in Asia ed in Europa.
Mentre i ceppi americani possono causare una malattica che colpisce polmoni e cuore principalmente (HCPS), i ceppi europei ed asiatici possono provocare una febbre emorragica con coinvolgimento renale (HFRS), ma per questi ultimi ceppi non è documentata la trasmissione interumana.
Il ceppo “Andes” che è stato coinvolto nel contagio sulla nave da crociera, è quello americano e prevede la trasmissione interumana dovuta a contatto diretto prolungato e ravvicinato (soprattutto in Argentina e Cile) dove la nave da crociera ha attraccato.
Le circostanze sfortunate di questo contagio limitato, sono state causate dalla sottovalutazione dei sintomi di esordio, che sono aspecifici (febbre, mal di testa, dolori muscolari, vomito) e dalla facilità di contagio interumano dovuti ai contatti ravvicinati in un ambiente confinato.
Chi non contrae la malattia ma è stato a contatto col virus può avere una reazione anticorpale (IgM positivo e poi Ig G, senza essere contagioso) e solo precauzionalmente viene essere tenuto in quarantena.
L’infezione del virus nell’uomo (zoonosi da animale a uomo) può avvenire tramite il contatto con l’urina, saliva o escrementi del roditore e nella fattispecie è stato il “topo pigmeo del riso dalla coda lunga” (portatore del ceppo Andes) diffuso in Argentina che ha probabilmente inquinato con la sua urina o escrementi le derrate alimentari della nave.
La possibilità che tale ceppo possa diffondersi in altri continenti è da considerare remota così come la possibilità di contagio interumano, quindi niente preoccupazione per possibili pandemie.
Il rischio è così basso che non esiste un vaccino e non sembra che nessuna casa farmaceutica si stia impegnando a confezionarlo perché uno studio e la produzione, risulterebbero antieconomici in considerazione degli sporadici casi.
Questo ultimo aspetto dimostra ancora una volta come le autorità statali abbiano delegato totalmente, alle case farmaceutiche private, la produzione di vaccini e considerando che molti vaccini sono valutati come poco remunerativi economicamente, rispetto all’uso dei tradizionali farmaci, questo potrebbe rappresentare un limite difficilmente affrontabile in caso di possibile nuova pandemia.
E’ giusto valutare con serietà e prudenza ciò che avviene nel mondo ma è anche vero che fidarsi di chi ha competenza reale nel valutare i rischi, resta l’unica strada percorribile.
Tutte le ipotesi strampalate di tipo complottista riconducibili ad altri vaccini (tipo quello a m-RNA anti-Covid) alimenta solo l’insicurezza ed il panico ingiustificato nella popolazione favorendo chi manipola le notizie a fini di visibilità personale politica o economica.








