Endometriosi, quali sintomi e perché la diagnosi ritarda

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L’endometriosi è una condizione complessa che spesso viene definita “la malattia invisibile”. Nonostante colpisca circa una donna su dieci, il percorso verso una risposta certa è ancora tristemente lungo e tortuoso.

Ecco una panoramica dei primi segnali e delle ragioni strutturali del ritardo diagnostico.

I Primi Segnali di Allarme

I sintomi possono variare enormemente da persona a persona, ma ci sono alcuni “campanelli d’allarme” comuni che non dovrebbero mai essere ignorati:

* Dismenorrea (Ciclo molto doloroso): Non si tratta del normale fastidio da mestruazione, ma di un dolore invalidante che non risponde ai comuni antidolorifici e impedisce di svolgere le attività quotidiane (scuola, lavoro, sport).

* Dolore Pelvico Cronico: Un dolore che persiste per sei mesi o più, indipendentemente dalla fase del ciclo.

* Dispareunia: Dolore durante o dopo i rapporti sessuali.

* Sintomi Gastrointestinali o Urinari: Dolore alla minzione o alla defecazione, spesso scambiato per sindrome del colon irritabile (IBS) o cistite.

* Stanchezza Cronica (Fatigue): Un senso di spossatezza profonda legato allo stato infiammatorio costante dell’organismo.

Perché il Ritardo Diagnostico è così alto?

In media, ci vogliono dai 7 ai 10 anni per ottenere una diagnosi di endometriosi. Questo accade per una combinazione di fattori culturali, medici e biologici:

1. La Normalizzazione del Dolore

Culturalmente, esiste ancora il mito che “soffrire durante il ciclo sia normale”. Questo porta molte pazienti a non consultare un medico e, purtroppo, porta alcuni medici a minimizzare i sintomi raccontati dalle donne.

2. Sintomi “Mimetici”

Poiché l’endometriosi può colpire diversi organi (intestino, vescica, nervi), i sintomi spesso si sovrappongono ad altre patologie. Molte pazienti passano anni tra gastroenterologi e urologi prima di arrivare a una consulenza ginecologica specializzata.

3. Esami Diagnostici Complessi

L’endometriosi non si vede quasi mai con una normale ecografia pelvica fatta in modo generico. Richiede infatti:

* Ecografie transvaginali di secondo livello eseguite da operatori esperti in endometriosi.

* Risonanza Magnetica (RMN) con protocolli specifici.

* In alcuni casi, la certezza assoluta si ottiene solo tramite la laparoscopia (un intervento chirurgico mini-invasivo).

4. Mancanza di Formazione Specifica

Non tutti i ginecologi sono specializzati nel riconoscimento delle lesioni endometriosiche, che possono essere molto piccole o localizzate in aree difficili da visualizzare.

MEMENTO: Se senti che il tuo dolore non è normale, la tua percezione è valida. Consultare un centro specializzato in endometriosi è il passo fondamentale per abbreviare i tempi della diagnosi e iniziare una terapia adeguata

Prof Lamberto Coppola
• Laureato in Medicina e Chirurgia nell’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1977; • Specializzato in Ginecologia ed Ostetricia nell’ Università di Bari con il massimo dei voti e la lode nel 1981; • Specializzato in Andrologia nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode nel 1985; • Perfezionato in Sessuologia Clinica nell’ Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode; • Master in Endoscopia Ginecologica Avanzata – Università di Bari; • Master in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Tecniche di Fecondazione Assistita presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Università di Palermo; • Primario Idoneo di Ostetricia e Ginecologia con il massimo dei voti nel 1987; • Diplomato in “Ipnologia Clinica” presso l’Istituto “Franco Granone” di Torino • Professore di Fisiopatologia della Riproduzione Umana presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università di Pisa dal 1987 al 2004 e Professore di Biochimica sistematica Umana presso l’Università della Calabria dal 1999 al 2001; • Attualmente è Tutor Aziendale per le Tesi di Laurea e Docente nei Seminari Integrativi di semiologia nella Facoltà di Scienze, Corso di Laurea in Biologia, Università del Salento; • Pioniere della Procreazione Medicalmente Assistita in Italia, nel 1984 fonda in Puglia la prima Banca del Seme Italiana con autorizzazione specifica conservazione dei gameti maschili e fecondazione artificiale; • Attualmente è Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed di Nardò e Gallipoli e Casa di Cura “Fabia Mater” di Roma dove viene praticata diagnostica all’avanguardia e ricerca scientifica nel campo delle patologie di coppia e le più moderne tecniche di procreazione assistita. • Fondatore e componente del C.E.C.O.S. ITALIA (Centri per la Conservazione degli Ovociti e Spermatozoi); • Fondatore e Consigliere Nazionale della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.); • Coordinatore del gruppo d’interesse di Medicina di Coppia della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R); • Delegato Regionale dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (AGEO) e della Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia (SIFIOG); • Autore di 196 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali; • Relatore, moderatore e discussant nei principali convegni scientifici nazionali ed internazionali della disciplina che esercita.

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