L’iperconnessione e l’esposizione costante sui social media amplificano la portata di queste violenze: ansia, depressione, disturbi del sonno e possibile autolesionismo, configurano tali fenomeni come una vera emergenza sanitaria.
In questo scenario, l’infermiere, in particolare l’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC), soprattutto se impegnato nelle scuole, emerge come figura pivotale per la prevenzione e il contrasto.
Nella lotta contro il cyberbullismo l’azione infermieristica si sviluppa principalmente su tre livelli clinici ed educativi.
Nella prevenzione primaria, il professionista promuove l’educazione all’affettività, l’uso critico delle piattaforme digitali e lo sviluppo dell’empatia come barriera biologica alla violenza online. I progetti scolastici dimostrano, a tal proposito, che la mediazione emotiva (il percorso per gestire i propri sentimenti) è uno strumento efficace per insegnare il rispetto e decodificare le risposte psicosomatiche legate al distress (lo stress psicofisico negativo che supera le risorse di coping e adattamento del soggetto).
Il nucleo delle competenze avanzate risiede, tuttavia, nella prevenzione secondaria, specificatamente nell’identificazione precoce dei campanelli d’allarme nell’adolescente. Durante gli screening o i colloqui, l’infermiere intercetta i sintomi somatizzanti (cefalee ricorrenti, dolori addominali, calo del rendimento) che spesso nascondono una vittimizzazione silente nei profili social.
L’approccio di tipo olistico su cui si basano le scienze infermieristiche, che accoglie corpo e mente senza giudicare, abbatte la paura dell’umiliazione e, nei casi più gravi, della stigmatizzazione, facilitando l’apertura del minore e superando il muro della vergogna
Infine, nella prevenzione terziaria, l’infermiere attiva la rete assistenziale. Collaborando con psicologi, docenti e famiglie, garantisce la corretta presa in carico del nucleo fragile, contrastando l’isolamento della vittima.
Affrontare il cyberbullismo oggi significa riconoscerlo come un problema clinico; la professione infermieristica tutela così la salute globale delle nuove generazioni nei contesti reali e virtuali.








