L’appropriatezza nel Triage: pilastro per la sicurezza delle cure

Immaginiamo il Triage come il cuore pulsante del Pronto Soccorso, un filtro vitale dove la valutazione clinica immediata si trasforma in priorità d'azione. In questo spazio non si decide solo un ordine di ingresso, ma si costruisce la sicurezza delle cure: la pertinenza di ogni singola richiesta diventa così il presupposto essenziale per garantire a chiunque il soccorso più efficace.

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Eppure, questo meccanismo perfetto rischia spesso di incepparsi a causa del sovraffollamento (crowding), un fenomeno che non si limita a dilatare i tempi d’attesa, ma consuma le energie fisiche e mentali del personale. Quando il volume di chi attende supera la reale capacità della struttura, il rischio clinico sale inevitabilmente e gestire le patologie tempo-dipendenti, quelle in cui ogni istante è decisivo per la vita, si trasforma in una sfida estrema.

Dobbiamo ricordare che il Pronto Soccorso nasce per accogliere l’imprevedibile e l’acuzie, ma troppo spesso le sue corsie si riempiono di problematiche croniche o lievi. Si tratta di casi che troverebbero risposte più precise nella medicina territoriale, poiché la frenesia dell’emergenza non può offrire la continuità assistenziale tipica del Medico di Medicina Generale. Scegliere la via dell’urgenza per casi non critici non è una scorciatoia, ma un ostacolo che appesantisce il sistema.

Il Triage, d’altronde, non è una fila al botteghino, ma una scala di gravità scientifica. Usarlo con consapevolezza è un gesto di responsabilità collettiva: contenere gli accessi al necessario significa regalare lucidità e tempo prezioso a chi è in pericolo di vita.

Per questo è fondamentale muoversi correttamente all’interno della rete sanitaria, affidandosi ai Medici di Base per i disturbi gestibili e riservando il 118 e il Pronto Soccorso alle reali emergenze. Solo attraverso questa alleanza tra cittadini e sanità le equipe d’urgenza possono agire con la tempestività che trasforma i minuti in vite salvate.

Dott.ssa Samanta Sforna
Samanta Sforna è giornalista pubblicista iscritta all’Ordine Regionale dei Giornalisti dell’Umbria dal 2021 e infermiera professionista iscritta all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Perugia dal 2023. Appassionata di lettura e scrittura fin dall’infanzia, ha sviluppato, durante gli anni del liceo,  un forte interesse per le materie scientifiche, in particolare biologia e chimica. Ha iniziato a collaborare con testate locali occupandosi di cronaca territoriale. Successivamente si laurea in Infermieristica presso l’Università di Perugia, con una tesi sull’“Infermiere scolastico: gestione assistenziale dei bambini affetti da Diabete Mellito di Tipo 1”, completando esperienze di formazione in ospedali e in strutture temporanee durante l’emergenza COVID-19. Si occupa di salute e professione infermieristica, condividendo conoscenze e orientamenti pratici, con particolare interesse per l’infermieristica in contesti legali e peritali. Contatti: 📧 Email: samantasforna.ogi@gmail.com

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