
La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica che trascende la superficie cutanea, configurandosi come un complesso disordine sistemico. Essa rappresenta l’intersezione tra predisposizione genetica, disregolazione immunitaria e fattori ambientali. Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e delle discipline naturali integrate, la placca psoriasica non è che l’epifenomeno di un’alterazione profonda dell’omeostasi organica.
L’approccio moderno più efficace consiste nel combinare la millenaria sapienza orientale con le più recenti acquisizioni della nutraceutica e della micoterapia, creando un protocollo d’azione che agisce su più livelli: dall’intestino al sistema nervoso, fino alla rigenerazione cellulare del derma. Questo metodo non si limita a sopprimere l’infiammazione, ma cerca di rieducare il sistema immunitario e di bonificare il “terreno” biologico in cui la malattia affonda le sue radici.
La visione della Medicina Tradizionale Cinese: sangue, calore e vento
Secondo i canoni della MTC, la psoriasi (spesso denominata Bai Bi, ovvero “crosta bianca”) è primariamente una patologia del Sangue (Xue). La diagnosi energetica non si limita all’osservazione della pelle, ma valuta lo stato di equilibrio degli organi interni, in particolare il Fegato, che immagazzina il sangue, e il Polmone, che governa la pelle.
Il quadro più frequente riscontrato nella pratica clinica è il Calore nel Sangue, tipico delle fasi acute ed eruttive. In questa condizione, le lesioni sono rosso acceso, calde al tatto e tendono a sanguinare facilmente se grattate (segno di Auspitz). Se il calore persiste nel tempo, consuma i liquidi corporei portando alla Secchezza del Sangue, dove la pelle diventa pallida, anelastica e le squame si ispessiscono notevolmente. Un terzo fattore determinante è il Vento, l’elemento dinamico responsabile della comparsa improvvisa delle macchie, della loro migrazione e del prurito incoercibile. Il trattamento integrato mira dunque a “raffreddare il sangue”, “disperdere il vento” e “umidificare la secchezza”, riportando la circolazione del Qi (energia) alla sua naturale fluidità.
Formule erboristiche cinesi: la farmacopea applicata
La farmacopea cinese utilizza combinazioni di erbe sinergiche, codificate in formule classiche che vengono poi personalizzate sulla base del biotipo del paziente.
- Xiao Feng San (Polvere per eliminare il Vento): È la formula d’elezione quando il prurito è il sintomo predominante. Contiene erbe come Schizonepeta e Saposhnikovia per espellere il vento, e Gypsum per raffreddare il calore.
- Liang Xue Di Huang Tang (Decotto di Rehmannia per raffreddare il Sangue): Utilizzata nelle fasi acute con placche rosso vivo. La radice di Rehmannia glutinosa (Sheng Di Huang) agisce come cardine per abbassare la temperatura interna e nutrire lo Yin.
- Si Wu Tang (Decotto dei quattro ingredienti): Spesso usata come base nelle forme croniche di “Secchezza del Sangue” per nutrire profondamente il sangue e migliorare la texture cutanea.
- Dan Shen (Salvia Miltiorrhiza): Frequentemente aggiunta alle formule per la sua capacità di “rompere la stasi”, fondamentale per le placche molto vecchie, scure e resistenti ai trattamenti comuni.
Dietetica e nutraceutica: il controllo dell’infiammazione sistemica
La nutrizione rappresenta la prima forma di medicina e il pilastro su cui poggia l’intera strategia terapeutica. Nella psoriasi, l’obiettivo dietetico primario è la riduzione drastica del carico glicemico e della quota infiammatoria. La MTC sconsiglia i cibi “piccanti e riscaldanti” (alcol, caffè, spezie forti, carni rosse, crostacei) poiché alimentano direttamente il fuoco interno e il calore del sangue.
La scienza moderna conferma queste intuizioni: tali alimenti stimolano le citochine pro-infiammatorie come il TNF-alfa e l’interleuchina-17 (IL-17), protagoniste della cascata psoriasica. È fondamentale assicurare un apporto costante di acidi grassi Omega-3 ad alto dosaggio (almeno 3 grammi al giorno di EPA e DHA), capaci di competere con l’acido arachidonico e ridurre la produzione di molecole infiammatorie. Accanto a questi, la Vitamina D3 svolge un ruolo di regolatore genico fondamentale: la sua carenza è quasi costante nei pazienti psoriasici. La sua integrazione mirata non solo normalizza la proliferazione dei cheratinociti, ma potenzia la funzione barriera della pelle e stabilizza la risposta dei linfociti T regolatori.
Fitoterapia topica: l’azione diretta sui tessuti
La fitoterapia per uso esterno non deve essere considerata un mero palliativo, ma una terapia bioattiva. L’obiettivo è duplice: ridurre l’ipercheratosi (lo spessore delle squame) e spegnere l’eritema sottostante.
Oltre ai classici estratti di Bardana e Fumaria per via interna, l’applicazione locale di alcuni rimedi offre risultati significativi:
- Aloe Vera: In gel puro, agisce come potente antinfiammatorio e idratante, riducendo immediatamente il senso di calore.
- Estratti di Cardo Mariano: L’applicazione topica di silimarina ha mostrato proprietà nel modulare la crescita cellulare eccessiva tipica della psoriasi.
- Indigo Naturalis (Qing Dai): Un rimedio cardine della fitoterapia cinese topica. Numerosi studi clinici hanno confermato che unguenti a base di Indigo sono estremamente efficaci nel ridurre l’area e la gravità delle placche psoriasiche (indice PASI), agendo sulla differenziazione dei cheratinociti.
- Oleolito di Iperico: Utilizzato per le sue proprietà riepitelizzanti, è fondamentale nelle forme di psoriasi fissurata (specie palmo-plantare), ma richiede cautela per l’effetto fotosensibilizzante.
Micoterapia: la modulazione immunitaria profonda
I funghi medicinali sono veri e propri “bio-modulatori”. Il Reishi (Ganoderma lucidum) è il fungo d’elezione per la sua potente azione antinfiammatoria e antistaminica, utile anche per gestire la componente psicosomatica e lo stress. Lo Shiitake e l’Hericium erinaceus sono invece cruciali per la salute del microbiota intestinale. Esiste infatti un asse intestino-pelle bidirezionale: riparare la permeabilità intestinale (leaky gut) significa impedire il passaggio in circolo di endotossine batteriche (LPS) che scatenano e mantengono attivo il processo psoriasico sulla pelle.
Aromaterapia e trattamenti topici: la diluizione al dieci per cento
L’applicazione topica degli oli essenziali (OE) permette di veicolare principi attivi lipofili nel derma profondo. Per un trattamento efficace e sicuro sulla pelle psoriasica, spesso sensibilizzata, si consiglia una diluizione al 10% degli OE in un olio vegetale vettore di alta qualità.
- Composizione consigliata: In 90 ml di olio di Mandorle dolci o Jojoba, aggiungere un totale di 10 ml (circa 200 gocce) di una miscela di OE di Elicriso Italico (decongestionante), OE di Lavanda Vera (lenitiva) e OE di Camomilla Blu (raffreddante).
- Vettore di elezione: L’olio di Neem è particolarmente indicato per le sue doti purificanti e la capacità di ammorbidire le placche più dure, rendendo la pelle più ricettiva agli altri trattamenti.
Conclusione sulla terapia integrata
Affrontare la psoriasi oggi richiede il superamento della visione puramente dermatologica a favore di una prospettiva sistemica. La sinergia tra la dietetica, la correzione dei deficit biochimici (Omega-3, Vitamina D) e l’utilizzo sapiente di piante, funghi medicinali e oli essenziali permette di trasformare radicalmente il decorso della patologia. L’obiettivo non è la semplice “pulizia” temporanea della pelle, ma il raggiungimento di una remissione duratura basata sull’armonia tra i sistemi immunitario, endocrino e psichico.
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