L’essenza oltre la forma: ricostruire l’identità tra assistenza e accettazione

Affrontare una perdita richiede tempo e consapevolezza. Questo vale sia quando riguarda una persona cara, sia quando coinvolge una parte del proprio corpo.

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Ciò che accomuna queste esperienze non è solo la sofferenza, ma il distacco: un evento inevitabile, spesso improvviso e mai scelto. La perdita fisica può derivare da traumi come incidenti stradali o sul lavoro, da patologie croniche, complicanze vascolari o oncologiche che rendono necessaria l’amputazione. In ogni caso, l’impatto è dirompente.

Se perdere una figura significativa priva di una presenza esterna, perdere una parte di sé tocca l’intimità più profonda. Viene meno un frammento dell’identità e dell’integrità corporea. Questo altera il modo in cui ci si percepisce e ci si relaziona con il mondo. Emergono domande silenziose: “Varrò lo stesso? Sarò ancora accettato? Sarò ancora utile?”. Tali interrogativi generano insicurezza che, se non riconosciuta, evolve in un lutto cronico e invisibile, capace di compromettere la salute e il vissuto quotidiano del paziente.

In questo contesto, l’infermieristica svolge un ruolo essenziale. Più che di assistenza tecnica, si parla di supporto psicologico, parte della presa in carico globale. L’infermiere accompagna la persona lungo le fasi teorizzate da Elisabeth Kübler-Ross, psichiatra svizzera pioniera degli studi sul processo di elaborazione del lutto: shock, negazione, rabbia, patteggiamento e accettazione. Accompagnare significa offrire una presenza attiva e costante, garantendo ascolto senza giudizio.

La relazione infermiere–paziente diventa uno spazio sicuro per le fragilità. L’obiettivo non è “tornare come prima”, ma costruire un equilibrio nuovo. Accettare la trasformazione significa riconoscerla come parte di sé, ridefinendo l’identità oltre la menomazione. Promuovendo l’autonomia, l’infermiere aiuta la persona a riconoscersi nuovamente, trasformando quello che può essere percepito come un limite, in un nuovo punto di partenza.

Dott.ssa Samanta Sforna
Samanta Sforna è giornalista pubblicista iscritta all’Ordine Regionale dei Giornalisti dell’Umbria dal 2021 e infermiera professionista iscritta all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Perugia dal 2023. Appassionata di lettura e scrittura fin dall’infanzia, ha sviluppato, durante gli anni del liceo,  un forte interesse per le materie scientifiche, in particolare biologia e chimica. Ha iniziato a collaborare con testate locali occupandosi di cronaca territoriale. Successivamente si laurea in Infermieristica presso l’Università di Perugia, con una tesi sull’“Infermiere scolastico: gestione assistenziale dei bambini affetti da Diabete Mellito di Tipo 1”, completando esperienze di formazione in ospedali e in strutture temporanee durante l’emergenza COVID-19. Si occupa di salute e professione infermieristica, condividendo conoscenze e orientamenti pratici, con particolare interesse per l’infermieristica in contesti legali e peritali. Contatti: 📧 Email: samantasforna.ogi@gmail.com

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